AVANTI SI VADA!

Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

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Circolo Situazionista Futurista Passatista Dadaista di Musica Esoterica, Industriale, NeoFolk, Sperimentale,Concreta e Avanguardia Sonora.

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martedì, giugno 02

Recensione tratta da: http://www.novamuzique.net POST CONTEMPORARY CORP. Manzotin Mantra (2008, Musica Di Un Certo Livello) “Se il destino è contro di noi, peggio per lui!” (PCC) Manzotin Mantra è un monolite di elettronica pura. L’oggetto è, appunto, il Manzotin Mantra e “Le sacre tavole del paroliberismo sonico” (dettate al poeta Zekkini dal Dio Ganesha in persona!) e musicate da vari esponenti di una realtà italiana “di un certo livello” (dall’elettronica dei bergamaschi TourdeForce agli storici gotico romani Spiritual Front). Il comune denominatore è “un’operazione metalinguistica di impronta visionaria” messa in opera da Valerio Zecchini (in arte Zekkini, appunto), artista, poeta e fondatore della Corporazione dei post-contemporanei, affiancato come dicevo da altri nomi significativi di certo underground italiano collaudato (Dario Parisini, ex-Disciplinatha e Massimo Volume per citarne uno)! Ma questo disco è soprattutto un tributo agli autori del singolare “Gerarchia Ordine Disciplina” del 2006 e al meta-testo del moderno poeta. L’impronta militaresca delle declamazioni proto-dittatoriali composte in stato di trance “dopo aver partecipato ad una cerimonia induista in un tempo balinese situato in una grotta popolata da pitoni”, esprimono un curioso ed inspiegabile ma sopratutto incomprensibile fascino... Manzotin Mantra, che è una delle quattro tavole scritte dal poeta, compare in quest’opera. Il successivo “Patriottismo Psichedelico” ne conterrà, poi, la versione originale. Anomalia bizzarra dunque, in cui il confine tra ironia e inquietudine è inesistente! Zekkini risuonato in varie elettro-rappresentazioni acquisisce la forma di culto! L’operazione iconografica realizzata dai vari artisti coinvolti spazia dalla trance ravearola, a operazioni più commerciali di stimolante dance gotica di altri tempi. La militanza culturale di un personaggio come Zekkini merita attenzione e rispetto. A tutela di un’arte politica diversa, che fa di se stessa l’unica possibile politica. La creatività è il virtuosismo cerebrale dell’individuo Zekkini è la sua arma. E non mi si venga a raccontare che è un fascista proto-futurista! Zekkini spicca perché fuori dalle righe. Il suo essere sovversivo suona più di anarchismo puro che sostegno del nazional-socialismo… La strepitosa ispirazione dadaista che forgia un’operazione come questa, poi, non ha pari! Votate Zekkini se credete in un mondo peggiore! “Privatizzare il linguaggio per parlare un’altra lingua, la propria, rendendone impossibile la strumentalizzazione o il fraintendimento” (Zekkini) TrackList Manzotin Mantra (TourdeForce Remix) Manzotin Mantra (Sandblsting Remix) Manzotin Mantra (Obsil Remix) Manzotin Mantra (Der Freuerkreiner Remix) Manzotin Mantra (Sandro Codazzi Remix) Manzotin Mantra (Malato Remix) Manzotin Mantra (Spiritual Front Remix) Boatos (estratto dall'adunata postcontemporanea tenuta il 15.7.2007) pccorp.altervista.org www.myspace.com/musicadiuncertolivello www.myspace.com/tourdeforce1 www.soundterrorist.net www.myspace.com/obsil www.myspace.com/derfeuerkreiner www.myspace.com/sandrocodazzi www.myspace.com/malato0 www.myspace.com/spiritualfront

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mercoledì, maggio 20

Recensione tratta dalla Fanzine Herz und Geist #8

Kannonau - “Initium”

CD – Misty Circles

Gli Italiani Kannonau giungono finalmente all’esordio su lunga durata, dopo l’uscita dell’eccellente mini omonimo del 2006, di cui potete trovare alcuni brani anche in questo lavoro.
I pezzi ci rimandono all’universo neo folk rivisto con personalità e desiderio di variazione: i brani sono strutturati su giri di chitarra acustica, percussioni marziali, voce imponente e minimi arrangiamenti elettronici, arricchiti da qualche caldo arpeggio che dà un tocco di mediterranea oscurità.
La formula risulta ammaliante sebbene abusata, e in alcuni casi, tipo al bella ballata conclusiva “Dragons of Death”, fornisce emozioni che ci ricollegano ai classici Nick Cave o Johnny Cash.
Più diversificate appaiono tracce come “La fine di un uomo” e “ La Tragedia di amore e di morte”, entrambe incentrate su tastiere trionfanti e relazionate in certa misura alla scena neoclassica underground italiana.
I testi, intimisti e classicheggianti, attraggono l’attenzione, ma non hanno ancora il nerbo dei più blasonati nomi italici (IANVA, Camerata Mediolanense su tutti).
In definitiva “Initium” è un lavoro ben riuscito, che trova nelle melodie la sua punta di diamante; unico limite un aderenza a volte troppo marcata al filone neofolk: un genere da cui i Kannonau riescono a distaccarsi (e a volte arricchire) solo in parte, rimanendovi per contro ancorati soprattutto in fase esecutiva.
I risultati sono apprezzabili, ma di sicuro il progetto di Daniele Giustra ha tutte le qualità per dare anche prove migliori di questa.
Da seguire con attenzione.

(Michele Viali)


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Recensione tratta dalla Fanzine Herz und Geist #.8

Ain Soph – Oktober (Ristampa)

Cd + mCd rom

Old Europa Cafe

La OEC ristampa l’ultimo lavoro degli Ain Soph, quello che sancì nel 2003 la fine della gloriosa carriera della band romana.

Rispetto alla prima stampa di cui viene riproposto in toto il contenuto con una sola modifica del colore dell’artwork, l’etichetta di Pordenone aggiunge un cd di formato 3” contenete un video del brano “Tutti a casa”, eseguito in una versione più rock e stampato in origine nell’album Aurora del 1992, oltre all’inedita e affascinante “Gulac Mon Amour” , ballata folk rock che si collega alla perfezione sia al contesto sia ai suoni dell’album, andando a toccare un'altra tematica scomoda relativa al dogma rosso.

“Oktober” fu un lavoro discusso, controcorrente e scomodo, il classico disco che non passa inosservato nel bene e nel male, sia per la musica che per il tema trattato.
Il gruppo capitolino ha voluto salutare criticamente il crollo del comunismo, ovvero “le forze più virulenti dell’anti-tradizione”, così definite con chiaro riferimento alla dottrina di Evola, mettendone in evidenza tutti i lati più oscuri e fallimentari, tramite testi che non lasciano nulla alla fantasia e che mirano dritto al sodo.
La requisitoria anti-sovietica prende vita attraverso sonorità puramente rock (con alcuni riferimenti al sound di 30 anni fa), anticipando di qualche anno quella svolta stilistica che ha coinvolto vari autori del panorama industrial, su tutti l’amico Albin Julius/Der BluthArsch.
Ma gli Ain Soph sono riusciti a dar vita a pezzi diversi che, pur partendo da una base stilistica ben definita, spaziano dalla ballata folk rock di “Morte e Disonore” ai mood ambientali e gelidi di “Cavalieri del Tempo”, dai monumentali suoni anni ’70 di “Le Nevi Eterne”, ai sentori blues ripetuti in loop di “Falce, Svastica e Martello”, il tutto arricchito dalla voce di Spectrae che mantiene un fascino da chansonnier maledetto.
Ne risulta un album ricco di malinconia, di tensione e di rabbia.
Un album che al tempo divise il pubblico, e non poteva essere altrimenti, dato che gli Ain Soph hanno sempre osato andare oltre, senza mai specchiarsi in ciò che avevano fatto in precedenza: questo li ha resi una band immortale è “Oktober”, l’ultima perla di cui ci hanno deliziato.
Un disco da avere.

Michele Viali.

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Recensione tratta da Blow Up #132 - Maggio 2009

Ballo delle Castagne - Ballo delle Castagne

Cd – HR!SPQR

The Green Man – From Irem To Summerisle

Cd –HR!SPQR

Esordisce per la divisione capitolina della Hau Ruck! Di Albin Julius Ballo delle Casagne, come il Sabba che sarebbe stato inscenato dai Borgia, all’inizio del ‘500.

I componenti del gruppo non sono novizi però, in quanto vengono da Calle della Morte, Green Man e Recondita Stirpe, esperienze non sempre prossime a questo eponimo esordio che parte krauto con Anthem no.1, si bagna su sponde di dark psychedelia in Il Tormento di Demetra, s’ingrossa a tratti hard rock in Sole e Acciaio e lievita prog in il Pianto di Cristo su Gerusalemme. (6/7)
A proposito di green Man sul BU#111 si scrisse del loro secondo album, “The Teacher and the Man of Lie”, viene ristampato ora il debutto della formazione milanese, “From Irem to Summerisle”, rinforzato da due pezzi in più, tra cui Liber Al con testo da Crowley.
Piuttosto netta la divisione in una prima parte di più esoteriche fragranze (Baptism by Sea) ed efficaci riferimenti che pervengono da Medio Oriente e Mediterraneo (Death is Bifore Me, Amanita Muscaria) ed una seconda introdotta dagli intarsi medioevalidi Irem, orientata maggiormente sul folk noir, con ballate di buona fattura che dichiarano discendenze Death in June in Adam and Eve ed Europa, come d’altronde il grezzo post punk di Death of Reason. (7)

Paolo Bertoni.

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lunedì, marzo 02

Recensione tratta da:http://filthforge.altervista.org/ POST CONTEMPORARY CORPORATION "Manzotin Mantra" MCL / Misty Circles - 2008 12" - 400 copies Finally new signs of life from the bizarre realms of Post Contemporary Corporation. This time, the joint forces of Musica Di Un Certo Livello and Misty Circles deliver a beautiful limited edition 12" in transparent blue vinyl, carved with new striking dictates of Zekkini's massive poetry. "Manzotin Mantra" is a new concept, the new challenge to the modern world: the idea behind this new Post Contemporary opus is "the privatization of language itself", making it in the process totally personal and unique, thus preventing anyone else from distorting or misrepresenting our message. The idea is nothing less but revolutionary, it has to be seen however how they intend to bring such an ambitious project into reality. The vinyl contains eight mantras, practically speaking eight versions of the same track remixed and reworked by eight different artists. Zekkini provides the speech, while the guest musicians, electro-manipulators and noise-makers create the music. The list features some remarkable names: Spiritual Front, Der Feuerkreiner and Malato, as well as Sandblasting, Obsil, and even electro-pop devotees Tourdeforce. The results are of different nature: Der Feuerkreiner and Malato surely achieve the best results, with their gloomy industrial and ritual soundscapes, but Sandblasting's rhythmic noise orgy is not less stimulating and enjoyable, not to talk about Obsil's eerie sonic alchemy or Tourdeforce's dancy interlude. Zekkini's lyrics are as crazy as ever, a real cut-up of both real and invented words in several languages, spoken with hieratic voice like he was in a state of deep mystical trance... the Manzotin Mantra in its purest form. Summing up, this vinyl release is a cool collector's item, and the music is enough different between each track to make the whole listening experience interesting and enjoyable. And the closing track, "Boatos", is a collection of Zekkini's slogans, sounding like a fake public declamation, so demented and brilliant that they have to be listened to be believed (for Italian listeners only, of course). Enough for the moment, while waiting for the second PCC full-length, of course. - Simon V. Website: http://pccorp.altervista.org Myspace: http://www.myspace.com/pccorp

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Manzotin Mantra

Recensione tratta da: http://filthforge.altervista.org POST CONTEMPORARY CORPORATION "Manzotin Mantra" MCL / Misty Circles - 2008 12" - 400 copies Finally new signs of life from the bizarre realms of Post Contemporary Corporation. This time, the joint forces of Musica Di Un Certo Livello and Misty Circles deliver a beautiful limited edition 12" in transparent blue vinyl, carved with new striking dictates of Zekkini's massive poetry. "Manzotin Mantra" is a new concept, the new challenge to the modern world: the idea behind this new Post Contemporary opus is "the privatization of language itself", making it in the process totally personal and unique, thus preventing anyone else from distorting or misrepresenting our message. The idea is nothing less but revolutionary, it has to be seen however how they intend to bring such an ambitious project into reality. The vinyl contains eight mantras, practically speaking eight versions of the same track remixed and reworked by eight different artists. Zekkini provides the speech, while the guest musicians, electro-manipulators and noise-makers create the music. The list features some remarkable names: Spiritual Front, Der Feuerkreiner and Malato, as well as Sandblasting, Obsil, and even electro-pop devotees Tourdeforce. The results are of different nature: Der Feuerkreiner and Malato surely achieve the best results, with their gloomy industrial and ritual soundscapes, but Sandblasting's rhythmic noise orgy is not less stimulating and enjoyable, not to talk about Obsil's eerie sonic alchemy or Tourdeforce's dancy interlude. Zekkini's lyrics are as crazy as ever, a real cut-up of both real and invented words in several languages, spoken with hieratic voice like he was in a state of deep mystical trance... the Manzotin Mantra in its purest form. Summing up, this vinyl release is a cool collector's item, and the music is enough different between each track to make the whole listening experience interesting and enjoyable. And the closing track, "Boatos", is a collection of Zekkini's slogans, sounding like a fake public declamation, so demented and brilliant that they have to be listened to be believed (for Italian listeners only, of course). Enough for the moment, while waiting for the second PCC full-length, of course. - Simon V. Website: http://pccorp.altervista.org Myspace: http://www.myspace.com/pccorp

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Kannonau

KANNONAU "Initium" Misty Circles / HR!SPQR - 2008 CD - 500 copies Kannonau's debut miniCD on Misty Circles, released few years ago, showed the potentials of an interesting young band, willing to part from the consolidated and weary neofolk stereotypes to explore personal and more inspired territories. Their debut album "Initium" achieves this goal, offering a collection of refined atmospheres and some truly beautiful songs. The trio from southern Italy knows how to play their instruments, which is not so obvious these days when we're dealing with neofolk: both acoustic ballads like "Death To The Weak" or "Addio!", and the more martial, keyboards-driven tunes like the fantastic "La Fine Dell'Uomo" (already featured on the miniCD) or "Revenge" are set on excellent standards. Using percussion, drums, strings, acoustic guitar and great gloomy keyboards, Kannonau manage to conjure a mysterious and spiritual dimension. It would be rather simplistic to file their music under neofolk, as their sound develops into different directions: acoustic, martial and darkwave are the ingredients of a dark and epic music, evoking sceneries of ancient rituals and lonely warriors fighting for their honour and the oath of blood they took. Vocals are convincing too, especially in their mother tongue Italian, which they should probably use more than the over abused English. "Initium" is a very good starting point for this new and extremely promising band. - Simon V. Website: http://www.kannonau.com Myspace: http://www.myspace.com/kannonau

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giovedì, febbraio 12

Recensione tratta da Ritual N°38 Febbraio/Marzo 2009 Ain Soph – Oktober (ristampa) Cd+miniCd Old Europa Cafe Nel bel mezzo di un gelido Ottobre. Ristampa dopo sei anni, per “Oktober” dei capitolini Ain Soph, e la magia è sempre la stessa. Arte cantautorale, sporca viva mai prigioniera di una ricetta musicale, pur nella fedeltà a uno spirito indissolubile, quello della lotta e della memoria. In “Oktober” in particolare era la vena rock-psichedelica (“Le Nevi Eterne” dall’overture PinkFloydiana o lo swing lisergico di “Falce Svastica e Martello”) a dilatare le possibilità dei nostri oltre la tradizionale ossatura dello storico “Aurora”, seminatura rock che di recente ha suggestionato anche i più famosi Der BluthArsch, con risultati a dire il vero più potabili. A impreziosire il tutto, per l’occasione , insieme ai sette episodi originali, un 3” miniCd, con una traccia video e una nuova canzone registrata nel 2008, “Gulag Mon Amour”, ballata acustica ed emozionale, dal titolo peraltro esplicativo, come a dire: schiavi del passato si, ma per non essere schiavi di un destino. (Alessio Guglielmini)

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Recensione tratta da Ritual N°38 Febbraio/Marzo 2009 Kannonau – Initium (Misty Circles / HauRuck!SPQR) Luci ed ombre nel debutto a lunga durata per questo progetto proveniente dal nostro meridione. I Kannonau, progetto nato nel 2004 da una costola dei Well of Sadness, con lo scopo di trasporre in musica interessi magici e culturali, si presentano con un piglio sufficientemente minaccioso e marziale nei brani più rituali, mentre in altri, dove prevalgono le chitarre acustiche di un neo folk senza infamia e senza lode, viene un po’ a mancare quella personalità che in altri frangenti i Kannonau sembrano possedere. Interessante la scelta di affidarsi alternativamente alla lingua italiana e all’idioma inglese, ma affiora anche qualche ingenuità lessicale ed esecutiva di troppo, per esprimere un giudizio globalmente positivo sul disco. La buona ballata di chiusura invece, “Dragon of Death”, è più di un buon viatico per la futura direzione del progetto verso lidi più personali e coerenti. D’altronde, questo per loro, non è altro che un … Initium. (Davide Borghi)

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mercoledì, febbraio 11
Oktober - Aun Soph ristampa

AIN SOPH "Oktober" Recensione tratta da : Darkroom (http://www.darkroom-magazine.it/) (Old Europa Cafe) Time: CD1 (58:50) CD2 (07:03) Rating : 8.5 Era il 2003 quando veniva pubblicato l'album che avrebbe poi sancito la fine della carriera degli Ain Soph. Accolto da clamore e critiche, il tanto atteso "Oktober" spiazzava quegli ascoltatori che si aspettavano un lavoro stilisticamente simile al precedente "Aurora", uscito nel lontano 1992; la band romana (ridotta a soli tre membri) osò invece andare oltre, optando per suoni rock a tratti anche duri, che nascondevano un'anima anni '70 avvolta tra riff psicheledici. Per congedarsi Ain Soph scelgono di celebrare in musica la caduta di ciò che evolianamente hanno definito "le forze più virulente dell'anti-tradizione", ovvero il comunismo nella sua più grande incarnazione: l'Unione Sovietica. Un argomento scomodo che va a fare il paio con il tema della Tradizione affrontato in "Aurora". Dal punto di vista musicale, gli Ain Soph anticiparono con questo lavoro altri autori del settore (su tutti l'amico Albin Julius/Der Blutharsch) che hanno dato in tempi recenti una vistosa sterzata rock al proprio suono. Ma "Oktober" si spinge più avanti facendo toccare modernità e passato, mescolando gli immancabili samples d'epoca alle chitarre elettriche, le ballate psych-folk di "Le Nevi Eterne" e "Morte E Disonore" alle fredde e perfette tastiere ambientali di "Cavalieri Del Tempo", un low-fi da strada (evidente anche nella solare ghost-track) al cantato da chansonnier locale di Spectrae, per finire con quei loop blues ripetuti all'infinito di "Falce, Svastica E Martello", brano quasi pensato in funzione elettronica ma realizzato con strumenti rock. Ad oltre cinque anni dalla sua pubblicazione, quest'album non è stato forse ancora capito nella sua grandezza e nella sua capacità di precorrere i tempi e di rompere i limiti. La Old Europa Cafe ne pubblica in questi giorni una lussuosa ristampa mantenendo tutte le caratteristiche dell'originale, eccezion fatta per un cambio di colore nella copertina. Il valore aggiunto risiede in un miniCD contenente un video dell'intramontabile "Tutti A Casa" (in origine pubblicata in "Aurora"), eseguita in una versione più scabra e aggressiva, oltre alla traccia bonus "Gulag Mon Amour", una struggente e imperdibile ballata folk che ribadisce senza mezzi termini la requisitoria contro il dogma rosso, toccando un fatto assai scottante. "Oktober" non finisce di far discutere, di dividere, di emozionare coi suoi brani pieni di gelida malinconia: è, in altre parole, un disco che permane e migliora col tempo. Rimane senza dubbio un'immortale opera da avere. Michele Viali

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domenica, gennaio 04
Kannonau Recensioni 2008

Kannonau Initium Misty Circles Records / HR!SPQR Distribution Compact Disc - 11 Tracks - Time 45:59 Blow Up #127 Dicembre 2008 Un lontano CDr di cui si era detto sul BU#102 e poi nulla più per Kannonau, che si posizionano ora brandendo le armi del più maturo “Initium” nelle trincee del folk noir europeo. Come è saggia peculiarità che assimila alcuni degli italici manipoli, quel tocco morriconiano che si avverte sornionamente epicheggiante in brani quali The Human Abstract permette provvida affrancatura dai modelli di ceppo anglosassone che evidenti si intravedono in ballate comunque apprezzabili come la già nota Third Level, Dragon of Death o Death to the Weak, mentre più datatte influenze wave si percepiscono nette in Revenge e più marziali cadenze si riscontrano in Initiation. Resta probabilmente lo strumentale Canto di Lode il pezzo maggiormente pregevole, non suscitano medesimo apprezzamento la pedante La Fine dell’Uomo o la declamata Tragedia d’Amore e di Morte, succube a stilemi piuttosto consunti. Voto (7) PAOLO BERTONI Rumore #202 Novembre 2008 La narrazione dei Kannonau ha in serbo una spiccata trattazione dei temi tragici legati alla visione dionisiaca e classica dello spirito mitico, luogo in cui l’angoscia e l’eroismo collegati al senso interiore della guerra divengono strumenti d’analisi del sacro e della sua dispersione odierna (l’esempio di passaggi quali Tragedia d’Amore e di Morte, Addio! e La Fine dell’Uomo, quest’ultima sorta di tributo ai Camerata Mediolanense dell’epoca Campo di Marte). Initium da questa prospettiva riesce nell’impresa di progredire la tipica senzazione neo folk nei ranghi del dark rock surrealista e decadente (ci riferiamo ai risvolti onirici, inconsci, di quel narrare). Si colgano ad esempio Revenge o Initiation, trame che custodiscono il retaggio formale lasciato dai Christian Death di Ashes, e ben si adattano allo sviluppo folk di estrazione Death in June e Der BluthArsch. Canto di Lode, quasi in conclusione, riesce addirittura a porsi oltre, regalando un affascinante affresco acustico memore delle arcaiche lezioni di Dead Can Dance e Ataraxia. Voto (7) STEFANO MORELLI RockeRilla 15 Novembre – 15 Dicembre 2008 Martial-Folk contro la decadenza. “Initium” è il salto in avanti dei Kannonau in coerenza col proprio stile austero ed elegante, caro all’estetica neoclassica della suite epica (a tratti morriconiana) che alterna atmosfere solenni e fasi contemplative al suono dell’acustica e dei keys. Il concept di “Initium” si regge su tematiche connesse al mito delle origini, con particolare riguardo alla cultura italico-mediterranea quale retaggio ancestrale da custodire con fermezza, specie in questi tempi ultimi di anime e popoli allo sbando. Lo spleen lirico che ne scaturisce è sintonia notturna di cifre drammatico/sacrali, di scosse interiori ed incendi percussivi riversati in 11 lied dai forti contrasti, come quadri pesanti di musica e parole, sogni ed incubi, eroi ed antieroi colti al tramonto della storia. Voto (8/10) ALDO CHIMENTI.

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mercoledì, dicembre 31

Les Jumeaux Discordants - Les Jumeaux Discordants E.P. (Misty Circles / HauRuck! SPQR) Another fine example of intellectual mixtures of classicism and ritual, multi-lingual poetry, captivating darkness all around. Les Jumeaux Discordants hail from Northern Italy and belong to that area of experimentalism made of multi-lingual exploration paired with cold-wave and infected with bits of classicism and ritualism. The kind that spells spiritual elevation, or so. The mood is dominated by captivating female vocals ranging from recitation to liberating chants, while the music around it offers a calculated minimalism offering soul-lifting solemnity in sinister surroundings. The duo work well on building legacy atmospheres -they are not quite retro (yet!)- bringing back to the modern days sounds and feelings long lost in the rat-run the life has generally been turned to. A nice hint of horror cinematic themes opens a further door to those into the sinister for the simple sake of it, the linear escapism through the front door. There's a lot of skewing punch packed in the 26 minutes of this EP, a mere recommendation to check this out does not really do justice to the power emanated by this work. Looking forward to live show

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giovedì, settembre 18

Artist: Split Album / Collaboration

Title: D.B.P.I.T. & Kenji Siratori - Mandala

Label: Deserted Factory 

Genre: Noise / Experimental

01 Acid Nightmare
02 Cyber Larva
03 Dust Nirvana
04 Hetero Syndrome
05 Mutated Paradise
06 Dust Nirvana II

As far as collaborations go, this work shared between “Cyberpunk Terrorist” Kenji Siratori and Italian Experimental genius D.B.P.I.T. entitled “Mandala” has to be one of the best I’ve ever had the privilege to listen to. This is one of those extremely rare works that doesn’t give you what you want, but the textures are so unique, the structures so simple, and the moods so effective that you don’t really care. Things jet off in different directions, and the sonic combinations almost always seem strange, but are more often then not brilliant because they are so innovative and sometimes almost unheard-of.

The vocal and abstractly poetic prose work put in by the undeniably gifted Mr. Siratori really pulls everything together, knowing exactly what kind of delivery warrants the integrity of the multi-dimensional qualities structured by D.B.P.I.T., AKA Flavio Rivabella. The actual physical nature of the mix is something else, conveying a feeling of being surrounded, even engulfed, by all the different sounds coming at you, fading out, and interweaving. “Acid Nightmare”, which starts the EP, is creepy, but also very subdued. Here, there is Kenji throwing in a delay-soaked vocal passage that sounds like Sopor Aeternus on Opium, but at the lower parts of the spectrum there is a quicker and more aggressive spoken word set. Flavio’s sedate trumpets make unexpected, but pleasant appearances throughout the work, like in “Dust Nirvana” which also has what sounds like a low-frequency sawtooth, panning back and forth. There is a guest appearance by Mushy, who provides backing vocals on the quiet “Hetero Syndrome”, a track that is somewhat bass-heavy, but smooth.

“Cyber Larva” features an appearance by Wertham on back up as well, but the best contribution came from Pusio, who laid down a sadistic, twisted sounding piano passage on “Mutated Paradise” that sounds like it emanated from an ancient RCA acetate player in a Gestapo officer’s study. The strange thing is that it sounds effectively Asian at the same time. Here, howling wolves and ghostly sounds are the backbone of the track. My absolute favorite. This is one of those tracks that will never leave you after first listening to it the entire way through. “Dust Nirvana II” seals the work quite nicely with a sped-up and reverberating Kenji in front of a pulsing warble and bass drum as D.B.P.I.T.’s trumpet floats around, conjuring something like Miles Davis playing on a cliff overlooking a post-apocalyptic world.

This is some unforgettable stuff. If you can manage to get your hands on one of the only one hundred copies that exist from Deserted Factory, don’t let go… This is Experimental in one of its purest, and most respectable forms.

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venerdì, agosto 01

Recensione tratta da: http://www.buio.net

Recondita Stirpe – Nessuna letargia (2008 - Hau Ruck SPQR)

Scritto da Fedemone

recondita.jpg

Traguardo sulla lunga distanza per i Recondita Stirpe, di cui abbiamo già avuto onore e piacere di parlare del loro Ep di esordio, gruppo ligure deciso fino in fondo a svegliare menti e cuori, con – diciamocelo – un successo meritato.
I nostri sette elementi (tanti son necessari per assemblare le voci e tutte le strumentazioni tra percussioni, chitarra, fisarmonica, tromba e via dicendo) hanno saputo miscelare esperienze passate (abbiamo Diego di Banchero dei Malombra/Segno del comando, l’eclettico Christoff  alla voce, Mirko Giorgini dal conservatorio alla chitarra e Carolina Cecchinato come seconda voce, ispirantesi al cantautorato italiano, assieme ad altri compagni di ventura come Guglielmo Amore per batteria) e novelle sfide per poter far avanzare a spada tratta tutto il loro dissapore, affondando il colpo nelle coscienze marce di chi non si indigna per il lento ma inesorabile logorio della cosiddetta “vita moderna”. Tra ballate italiane e francesi, orchestrazioni marziali, e canzone popolare, anche folcloristica, la lotta è il protagonista assoluto di questo disco: la lotta tra fazioni tanto opposte quanto impalpabili, imperscrutabili, invisibili, ma sempre letali. Una lotta dietro le quinte della vita quotidiana strascicata senza convinzione, e una visione orgogliosa dove le persone possono finalmente riappropriarsi di quello che sono.
Sì, perché in questo progetto le parole valgono tanto quanto la musica (e tanto piacere a quelli che glissano tranquillamente sulle idee delle band, a volte proprio punto di forza), che in realtà frutto di molte tradizioni e stilemi ben noti, quindi presenta poche sorprese in sé per sé. Difatti questi moderni ribelli all’appiattimento e all’omogeneizzazione delle identità  si armano di un bagaglio culturale che va dai nomi più popolari fino ai moderni compositori italiani neoclassici, che generalmente lavorano per il cinema, dividendosi – come già accennato - equamente tra ballate (più sentite e calorose) e canzoni (più ricche e complesse, dove l’accento marziale è più pronunciato), usando italiano, francese e qualche tocco di inglese (con pessimo accento purtroppo) dove la melodia fa da padrone in tutto e per tutto. Il lavoro perciò si presenta sia accessibile nella sua franca familiarità, sia per gli strumenti che per i ritmi – tra cui il tango – ma ben raffinata dagli accompagnamenti e dai duetti vocali, fino alla coralità.
Tutto bene quindi? A dire il vero i punti deboli ci sono, e trattengono il risultato dall’eccellenza:essenzialmente il problema sta nelle voci, che essendo in primissimo piano si sobbarcano il maggior  “peso” nella composizione e ogni sfumatura si ripercuote nel dipinto complessivo. Infatti, Christoff per ottenere un senso di epicità maggiore tiene la voce molto impostata, perdendo parte della verve che la canzone popolare ha sua sponte, senza forzature e magari anche con meno tecnicismi. Anche la Cecchinato ha bisogno di maturare un po’ per poter raggiungere i classici della musica italiana cui si ispira; segno che alla fine, senza accorgersene, la cosiddetta canzonetta che molti snobbano ha in realtà dietro una preziosa formazione che rimane nascosta dietro la sua semplicità ed immediatezza.
A volte tentare di unire due anime – quella dell’esemble, molto ben riuscita vista la pluriennale militanza in gruppi diversi dei singoli artisti, e quella più folcloristica - risulta molto meno facile di quanto non sembri ad un ascoltatore distratto. Quindi è una prova notevole a livello compositivo che saprà giungere addirittura a nuovi traguardi se la tenacia non mancherà ai nostri.

Voto: 7,5

Tracklist:

1. Dans La Chambre
2. Notturni Rivali
3. Il Sibilo Di Giano
4. The March Of The Invisible Legion
5. Dove Sei?
6. The Falling Sun
7. La Malia Dei Sensi
8. Pestilentia
9. Lost Companions
10. Nessuna Letargia
11. Invasion
12. Caduti

Genere: Neo Folk

Sito del gruppo: www.reconditastirpe.com

Sito dell’etichetta: www.hauruckspqr.com

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sabato, luglio 26
Egida Aurea - Ascension Magazine

Recensione tratta da Ascension Magazine #18 primavera-estate 2008

Egida Aurea

"Storia di una Rondine"

(mCd - WolfAge Records)

Egida Aurea è l'ennesima band che affoira dal sottobosco neo-folk italico ma, attenzione, con un pugno di tracce capace di uscire dagli scarni binari di quelle ballate apocalittiche che hanno da tempo saturato questo genere.

Solamente la traccia che da il titolo a questo Ep ricalca i più tradizionali canoni di questo filone musicale .

"L'Ottobre nero di Mosca", il secondo pezzo di questo mCd, evidenzia infatti già un pathos diverso che esploderà quindi in tutta la sua ricchezza nella successiva "Il giorno delle chimiche brume".

Con delicatezza si fondono suoni di tastiere, chitarre, percussioni, fisa, harmonium e la decisamente ottima voce di Carolina Cecchinato.

"Theos Aniketos", il quarto ed ultimo brano del dischetto, prosegue sulla falsariga della traccia precedente sfiorando così echi musicali vicini ad un certo filone rock progressivo tipico degli anni 70.

Per concludere citerei i componenti della band autori del tappeto sonoro su cui si staglia la female voice già precedentemente citata: Diego Banchero (basso eletrico, chitarra acustica, tastiere, percussioni, voce), N.H. Guglielmo Amore ( voce e percussioni), Mirko Giorgini ( chitarra classica ed acustica), Fernando Cherchi (fisarmonica)e Daniele Santagiuliana (harmonium).

(  WALTER PIANO )

Postato da: CircoloDellaVela a 01:14 | link | commenti |

Recondita Stirpe - Kronic

Recensione tratta da: www.kronic.it

RECONDITA STIRPE

NESSUNA LETARGIA

 

SENZA MAI VOLTARSI

Torna dopo poco più di un anno il progetto capitanato da Diego Banchero e questa volta lo fa con un full length che mette in mostra le svariate capacità compositive della band e ancora qualche incertezza. Il primo segno di crescita si ha naturlamente dal formato: la maturità che richiede un album è molto maggiore di quella necessaria per un 7". I Recondita Stirpe questo lo sanno e per questo rilanciano. I brani del precedente disco non vengono riproposti. Si parla di un lavoro che vuole essere un passo in avanti. E lo è.

Recondita Stirpe come prima cosa persegue una ricerca stilistica che va oltre alle vecchie barriere del neofolk; inutile negarlo, in Italia il percorso di questo genere sta prendendo una direzione decisamente più interessante che in molti altri paesi europei (fatte le debite eccezioni ovviamente). Recondita Stirpe non si arrocca su di uno stilema che è mera ripetizione di quanto già composto negli ultimi decenni ma guarda nella direzione solcata dai colleghi Ianva. Da una parte i concittadini con quell`essere Art e raffinati, con quel gusto per la commistioni dei generi, per l`uso di ballate popolari e di un cantato femminile che ha negli occhi le movenze di Anna Magnani, dall`altra Ain Soph per la radice e il legame con il popolo, con il canto da taverna, con l`uomo comune sbattuto in prima linea. Meno elitari di Ianva, più raffinati di Ain Soph.

"Notturni rivali" e soprattutto "Il sibilo di Giano", a mio avviso il loro pezzo migliore, ne rappresentano la punta compositiva per struttura musicale e ancora di più per l`uso del cantato che sa alternare cori, voce femminile aguzza e sentita e la voce di Christoff che si fa sicura e spietata. E` in brani come questi che Recondita Stirpe raggiunge una capacità espressiva notevole, certo non perfetta, ma che parla diretta senza timori e soprattutto con una propria personalità.
Meno interessanti al contrario certe soluzioni strumentali e non sempre convincente il cantato nei brani in cui ci si serve delle lingue straniere.

Il percorso è ancora agli inizi, il viaggo è accidentato ma Recondita Stirpe ha con se un`arma che di questi tempi è oro: la capacità di avere una personalità, la facilità di distinugersi nel modo di essere, suonare e cantare ed è un`arma da usare, che non deve assolutamente andare perduta.

Postato da: CircoloDellaVela a 00:51 | link | commenti |

StahlWerk Radio

Recensione tratta da: Ascension Magazine # 18 Primavera - Estate 2008

 

Artisti Vari

"StahlWerk Radio"

( Cdr - StahlWerk Radio)

 

Si presenta come un bel Cd dalla Label che riporta alla mente il vecchio vinile, questa primo appello di StahlWerk Radio limitato e numerato a cento copie .

La raccolta è ben assortita, presenta contributi di spicco e qualche incertezza, ma il risultato finale invoglia a esortare questi ragazzi  a ristampare e a tenere sempre disponibile questo Cd.

Le produzioni di nicchia vanno bene, ma questa benedetta musica, una volta per tutte facciamola ascoltare!

Suoni che spaziano dall'Industrial duro di Flutwacht e MachinamentumVinctumTortusve, a groviglio Power Electronics di Wertham, per passare al noise di No Light For Tomorrow e alla stasi necrorumorista di Kreuzer .

In "Rush of Knowledge" di Peter M. vs Mushy voce ed elettronica si seguono come ombre, mentre la prima, in "Another P" dei MALATO, serve loro più come simpatico autocompiacimento.

I migliori la cupissima , cadenzata e pestilenziale apocalisse di Kalter Kreis in "Mournig Bombs" e la superba  "Mai sorto" di Trama Afona, vera chicca in enro sfuggita dalle grinfie Cold Meta o della Steinklang più cupa; complimenti.

Gran bagarre creativa invece con D.B.P.I.T.; sembra che Rivabella sia accompagnato da cinquanta ospiti, ma forse è rimasto solo troppo appartato assieme al suo PC.

Interessante. Il ritmo diventa un dente che balla con FM e ..39.6 Eranot, dove veleggiano cospicue dosi di scontatezza "homemade" che sanno riprendere la giusta rotta solo con le battute "hyperdeliche" di PRXS, Mushroom Patience la butta invece sul minimale, nel senso che bisogna alzare con coraggio il volume per "gustare" la dark song "Jazzy the Butcher", fatta di suoni lontani e di un sottovoce sparsi su un fragile fondale di apatia.

La paternale di M.M.M. in "Strictly Confidential" sembra parafrasare Whitehouse in una veste Lounge Noise, mentre Istitution D.O.L. sceglie la strada della storta ballad elettronica, quasi ad anticipare  un nuovo sentiero da percorrere dopo anni di vigore scariche industriali.

Per saperne di più, per ascoltare di più.

 

(GIANFRANCO SANTORO)

Postato da: CircoloDellaVela a 00:48 | link | commenti |

sabato, luglio 19
Recondita Stirpe - RockeRilla

Recondita Stirpe

Nessuna Letargia

HauRuck!SPQR

Aldo Chimenti

Voto 8/10

RockeRilla 15 Luglio - 15 Settembre 2008

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Eravamo pronti a salutare l'atteso album d'esordio dei Recondita Stirpe come una prova che in qualche modo ci avrebbe reso felici almeno quanto i due capitoli brevi che lo hanno preceduto.

"Nessuna Letargia" in realtà non è solo la conferma che era lecito attendersi ma qualcosa di più, è un emozione rinnovata, un tripudio di colori intellettuali prima ancora che musicali, è la canzone d'autore che si riscatta ed afferma oltre ogni semplice classificazione.

Il progetto di Diego Banchero, Christoff e compagni si nutre da anni di un grande sogno, restituire lustro alle tradizioni nazionalpopolari della musica italiana ed europea, assegnarle cioè una funzione di risveglio culturale capace di aggregare le genti rispettando  retaggi e senso di appartenenza, oltre che scrivere melodie memorabili.

Fare di un motivo musicale il manifesto di un momento storico da cristallizzare a futura memoria sembra altresì essere un presupposto chiave nell'intenzione artistica del gruppo genovese, una specie di linea guida che percorre come un sottile filo rosso i 12 brani di "Nessuna Letargia", dove la variabile folk-rock diventa oggetto di policromie strumentali a tempo di ballata, valzer, serenata, lied, corale, anthem, cantata...Un infuso di atmosfere e sapori dimenticati che sanno di nuovo ed antico allo stesso tempo, ma che in primis sono espressione di valori e lignaggi senza tempo, di principi e concetti universali sottolineati da incantevoli tessiture per chitarra, tromba, fisarmonica, basso, percussioni, canto...

Le mille voci del sentimento.

Postato da: CircoloDellaVela a 23:00 | link | commenti |

Intervista di EDS a LJD

Intervista tratta da: http://www.erbadellastrega.it/

Les Jumeaux Discordants

Luglio 2008

Scambiamo quattro chiacchiere con una delle realtà più interessanti del panorama italiano attuale...

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01 Prima di Tutto presentatevi ai lettori di Erba Della Strega

Les Jumeaux Discordants è un progetto nato nel 2005 dall’unione di due progetti preesistenti: The Last Hour di Roberto Del Vecchio e Aimaproject. Il primo è un progetto strettamente musicale, mentre il secondo è un progetto nato nel 1996 e operante in diversi ambiti espressivi: poesia, fotografia, multimedia. Pertanto, il progetto Les Jumeaux Discordants presuppone una forte interazione tra poesia, immagine e musica. Forte è anche la predisposizione nel rappresentare cinematograficamente le poesie che sovente sono utilizzate per i testi che sono visionari e sondano la vasta gamma di sentimenti umani e che, inevitabilmente, si scontrano con la contraddittorietà della vita. Tuttavia, Les Jumeaux Discordants è ascensione, è una presa di coscienza del terreno, volta però al superamento delle miserie umane per mezzo degli unici strumenti che ogni essere può considerare intimamente liberi: la mente e lo spirito. La considerazione tripartita di carattere alchemico dell’essere umano tende a creare sentimenti contrastanti così resi oltre che poeticamente, anche musicalmente.
Aimaproject: Ci siamo conosciuti da poco, in realtà, nel 2005 al concerto dei Dead Can Dance a Milano. Roberto aveva appena pubblicato il suo brano del progetto solista (tuttora in corso) The Last Hour sulla compilation Flowers made of Snow della CMI, compilation che io non avevo ancora ascoltato e che lui mi ha spedito in seguito. Il suo brano Into Empty Depth, tra i tanti, insieme a quello degli Ordo Rosario Equilibrio, era stato l’unico che mi aveva realmente colpito per l’atmosfera avvolgente e il testo estremamente romantici. Così quando abbiamo cominciato a colloquiare relativamente ai suoi allora attuali progetti, ho avuto modo di sentire cosa stava producendo. Così, dal mio lato, spedendogli alcuni miei progetti Roberto mi disse che c’era una base sulla quale avrebbe visto bene la mia voce. In breve ebbi la base e in breve tempo nacque Malédiction. Intanto io stavo preparando un reading e quindi Le Destin di Gérard de Nerval. Il reading lo feci sopra Octopus dei Current 93, ma era chiaro che a breve sarebbe stato da lui musicato. Pertanto, se Malédiction era nata dalla base al cantato, Le Destin aveva vissuto il processo inverso. E poi il resto venne automaticamente!

02 Secondariamente un pò di storia

Le nostre storie sono individuali, ma intense ed è forse questo che traspare dal nostro genere, non pienamente classificabile, ma profondamente riconducibile a due correnti precise: Roberto ha un passato che pone le sua mura portanti nel gothic e nell’ambient.
Aimaproject: Per quanto mi riguarda, come Aimaproject, ho sempre collaborato per progetti strettamente sperimentali, sia a livello di testi, che di concept. Le mie prime sperimentazioni risalgono al 1997, quando ho cominciato a fare lavoro sulla voce per reading e teatro. Questo credo traspaia molto dal mio modo di lavorare che non è propriamente melodico.
Ho constatato sin da subito quanto la musica, la melodia, aggiungessero alla mia interpretazione: suoni e interpretazioni risultano spesso troppo ostici all’ascolto rischiando di divenire ascolti di nicchia, ad ogni modo questo progetto lo sto portando avanti parallelamente con Icydawn, col quale ho prodotto un’ulteriore versione di “Nursery”, la ghost track, per intenderci, che tanti scambiano come prolungamento di The White Room che è invece un solo strumentale di Roberto.
Questa si trova sul mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Roberto: Il mio passato è legato al nome Gothica. Dopo lo scioglimento avvenuto agli inizi del 2004, ho dato vita al progetto The Last Hour. Nel 2005, sono entrato nel magico mondo di Aimaproject e ne sono rimasto affascinato. Ho trovato subito interessante l’idea di unire la mia musica con le sue capacità interpretative. L'unione dei nostri due stili “discordanti" ha generato un qualcosa di unico, particolare.


03 Oltre alle liriche di Almaproject vi siete avvalsi dell'utilizzo di poemi di Gerard De Nerval e Sallustio. Francese, inglese, latino. tre lingue in cinque brani. Come mai questa scelta?

Aimaproject: Un brano di LJD non nasce sempre nel medesimo modo, come ho scritto sopra a proposito di Malédiction e Le Destin. E’ chiaro che, per esempio, Le Destin, di un poeta francese, ho trovato consono interpretarlo in francese. Questo mi ha fatto scoprire le potenzialità di questo idioma. Il francese ha potenzialità ambivalenti: essendo una lingua molto musicale e anche molto elegante, mi ha permesso di giocare molto sul contrasto tra interpretazioni eleganti o più graffianti. E’ chiaro che con l’inglese, per esempio, tutto questo non sarebbe stato possibile. Il latino è stato scelto per Almus Spiritus semplicemente perché Sallustio scriveva in latino. La mia formazione classica mi ha permesso di giostrarmi anche sul latino, quanto a scelta del testo e del concept. Betrayed Bride era già nato dieci anni prima in inglese e così è rimasto. E’ chiaro che se ora dovessi scegliere una lingua preferenziale questa sarebbe il francese per i motivi sopra esplicitati. Però vorrei precisare un’altra cosa: la scelta della lingua non è solo legata al mantenimento del testo originale (vedi De Nerval o Sallustio), infatti anche dove i testi sono miei, sono intervenuta in una spietata decostruzione del testo originale, distruggendone sintassi e musicalità (i testi originali sono ovviamente in italiano) a favore di una interpretazione essenzialmente destinata alle musiche di Roberto. Il prossimo potrebbe essere in greco antico, omaggio ad una civiltà che adoro e con una storia e cultura che potrebbero insegnare molte cose all’inciviltà contemporanea.


04 ascoltando la vostra musica non si possono evitare visioni apocalittiche. Qual è la vostra visione del mondo in cui viviamo?

Aimaproject: è una domanda molto complessa, questa. Credo personalmente che non si lavora sullo spirito, il mondo in cui viviamo non può che peggiorare sempre di più e per far questo è chiaro che chi governa deve dare modo alla spiritualità di essere coltivata. Ma è chiaro che il mondo và piuttosto in senso opposto.
Una volta ero outsider per autocompiacimento (sapete come accade quando si è adolescenti, la sensibilità spesso si traduce così); oggi mi trovo ad essere outsider senza volerlo essere, perché sostanzialmente tutto ciò che non ha la velocità della luce, tutto ciò che non è in disfacimento già prima di essere vissuto, sostanzialmente non ha valore. E’ il valore che è morto, in tutte le sue accezioni. Così la Vita, con la V maiuscola è spesso una vita interiore e tutta individuale. Ma come animale sociale, questo è inaccettabile.
Roberto: Quando gli uomini hanno l'audacia di superare i limiti della misura, vengono castigati senza pietà. Dalla follia dell’uomo ci si può aspettare di tutto. Viviamo in un mondo assurdo ed è veramente difficile riuscire ad adeguarsi all’assurdità di questa esistenza. La musica e l’arte sono il mio rifugio, mi aiutano a sognare e ad avvicinarmi alla spiritualità e alla vera bellezza.


05 così come le vostre musiche sono dense, prive di spiragli, anche i vostri testi sembrano non lasciare molto spazio alla luce...

Aimaproject: Non è esattamente così: questi testi terminano sempre con uno squarcio di luce, che è poi la reazione ed operazione salvifica individuale. I testi sono molto aggressivi, superomistici. Tuttavia non si tratta della sublimazione di una rabbia qualsiasi, ma di una rabbia realmente vissuta.
Anche voi siete italiani, anche voi sapete cosa stiamo vivendo. Non so quanto all’estero possano comprendere questo coinvolgimento. Noi non recitiamo una parte, purtroppo.


06 Ho trovato molte venature nei vostri brani, ma nessuna influenza precisa. Cosa o chi vi ispira mentre componete un brano?

Roberto: Traggo ispirazione non solo dalla musica che ascolto, ma anche dalle sensazioni provocate dalla vita e da tutto ciò che mi circonda. La mia musica nasce dal profondo dell’anima. Attraverso la musica comunico con l’universo intero, trasmettendo le mie emozioni. Io e Aimaproject siamo complementari, le mie musiche si uniscono alla sua voce e si completano.


07 non avendo avuto la possibilità di vedervi onstage, descrivetemi come sono LJD dal vivo...

Aimaproject: il feedback è stato molto positivo e nonostante l’organizzazione sia stata da parte dell’Associazione che ci ha ospitato, a dir poco penosa, con la nostra forza e convinzione abbiamo raggiunto una potenza molto coinvolgente, sia per la musica che per l’espressività.


08 Quali obiettivi vi ponete come singoli e come band per i prossimi anni?

Aimaproject: Abbiamo progetti sia singolarmente che come LJD. E questo credo sia ancora positivo per non arenarci in uno stile, in un sound. Così entrambi portiamo sempre cose nuove da esperienze diverse. Per quanto mi riguarda sto preparando un lavoro concentrato sul tema della follia che, come ho già detto, ha avuto il suo primo esordio con il mini cd “Il Tagliacarte, L’Angelo, I Fantasmi” Prodotto dalla SMYW (Show Me Your Wounds).
Per intenderci: si tratta di testi come Nursery e Stati Ipocondriaci, testi dove si può respirare a pieni polmoni la decomposizione corporea e mentale.
E’ un lavoro molto difficile da vivere, alcune volte mi fa paura.
Poi collaboro anche con Roberto sul suo progetto The Last Hour e ho qualche richiesta di collaborazione che tengo però ancora misteriosa, per il momento: non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, no? 
Certo, la primaria importanza è l’uscita del CD di LJD e nuove creazioni con Roberto.
Roberto: Per il momento, ho come obiettivi di pubblicare il primo CD del progetto LJD e del mio progetto solista The Last Hour. Per il futuro, creare nuove sperimentazioni con Aimaproject.


09 progetti a breve termine?

Aimaproject: Il CD e poi i live, abbiamo molto da dire.


10 le ultime sono per voi

Aimaproject: Italiani! Dove siete???
Roberto:  “Bisogna fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte” Gabriele D’Annunzio

Max1334

Postato da: CircoloDellaVela a 22:32 | link | commenti |

martedì, luglio 15
Interessante intervista a Dj Solaris

Intervista tratta da: http://seidr.woods.ru/

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Interview with Maurizio aka Solaris
http://www.myspace.com/solaris1  

1. Indeed You are one of the most active users of myspace and your banners can be seen in most pages of the neofolk/martial/viking/ritual bands, say where do you get so much free time? Tell us about yourself a little.
Hello! I would first of all want to thank Wolfsblood and the webzine Seidr.Woods.Ru. Time is relative when you make a thing that you like, in reality job in the hospital and for my radio-show I don't receive economic remunerations, is a passion.
This way ended the job I like to listen to this music,

my music, to live her and myspace is a good tool to have contacts with bands, people and to hold been adjourned. Is really interesting, once all of this it was almost impossible.I love used my time in this way.

2. Also you are a creator of radio-show about such kind of music, tell about it.
My radio show is born in the 1996.
There was initially some everything, from the classical music to the punk, from the metal to the industrial, electronic and more. Then something happened, I saw here in Rome a concert of the Sixth Comm / Mother Destruction and I remained lightened.
The rituality, the runes, the energy.
And so definite to tighten the circle and to assemble the program on the music that I loved and I lived.
For which eliminated some music...there was also once a lot of goth, ibm and dark... to assemble the all on the ritualistic sounds, pagans, esoteric, industrial, there is very of the so called neo-folk and martial and also of the folk metal.
The program is a lot of succession in Rome and not only, but I am only a medium, a mean through which this culture and this music are communicated, just this.
We can also say that in a dead world as ours, I have the tendency to hold the alive Spirits, I make anti-information eh eh eh... 

3. And the question to you as a Rome dweller - which Italian bands are more interesting at the time in your opinion?
Well, there too many great bands here.
Formations give that they have made school as Neon and Kirlian Camera, Ataraxia, Camerata Mediolanense, Ain Soph, Argine, Inner Glory, Ordo Equitum Solis, Der Feuerkreiner, Gothica, Foresta di Ferro, Runes Order to the more recent as Tears of Othila, Malato (Ex-Ain Soph), Les Jumeaux Discordants, Dame Mediolanensi, Egida Aurea, Recondita Stirpe, Ianva, Aima project and Icydawn...but also there Ait!, All my faith lost, Kannonau, L'Antica Via del Nord, Albireon, The Well of Sadness and more......the sounds are various but they are all excellent bands!

4. Recently a page
WHEN RABBITS DIE DOWN has appeared on myspace in which creation you take part. Don't you think that a protest against rabbit assassination is ridiculous in today world? Does the Europeans like the rabbit so much that such protest actions are needed? Or maybe it is the one legal form of protest in Europe?
The problem not is only of the bunnies, they could be wolves or seals or lambs.
The problem is the man.
I have opened the page When Rabbits Die Down because I have bunnies from years in the house and they are of the marvelous creatures, very more intelligent and sensitive of so many men. A page that wants to inform and to educate the men to not only love the rabbits but all the animals. I am vegetarian and for me the animals are sacred subdued pure and innocent souls to the human cruelty. In all the tribes ancestral the animal was thanked when him he killed, was a necessity and the man made to relive the animal in if eating his meat and the Spirit was free.
Today the animals are only business and are massacred in name of the god money. However I have written this on the page WRDD and I am convinced of it:
"THE ANIMALS ARE SMALL SUSPENDED STARS TO THE SKY, THEIR LIGHT IT ILLUMINATES THE WORLD REMEMBERING US THAT THE SOUL EXISTS.
IF A MAN IN HIS OWN LIFE HAS NOT LEARNED TO LOVE AND TO RESPECT THE ANIMALS, HIS DISTANT CONSCIENCE FROM THE KNOWLEDGE, ONLY A MERE FAILURE IS HIM, A THEY PUT SOME ABOMINATION ENSLAVED"

5. Tell me are you happy? Do you fell yourself free in Italy?
No!
I don't feel me happy and I am not free, no one is free!
The world built by the hidden powers and by the false religions and is a great cage.
The New World Order has worked well. But we must resist and fight, to use their weapons for us, as we for instance do with internet and to affirm every day our ancestral roots, the cult of the nature, the shamanism, the rituality, the contact with the nature, this is our paganism and our strength, you understand well what I mean.

6. In Russia people - fans of neofolk/industrial music are downloading music by file-exchanging webs and only a little percent of them buy the original cd s. What is the situation in West Europe? And what can it lead to at the end?
No, here not there is a lot of download, this music arrives by now easy and the people buys them, this is good also for the artists, but is however as everything, in the hands of the distributors that decide prices and some things often cost a lot. Is always a logic of power.
What sense has sell here a cd of the Wolfsbloods to 21 Euro? Not is easy listening music!
Must lower the prices!
The art must have made enjoyable to everybody is good for the one whom plays and for the one whom listens. And if money doesn't go to the bands to whom go? There is always who enriches on every thing.

7. What do you think about Christianity? How lifeless is it in West Europe in your opinion?
Don't forget that here there is the Vatican, the Pope the Catholic Empire that has a great influence on the people and on the politics (ugly politics).
Personally I admire and I love a lot the figure of the Christ, his native church, but the men they have him crucifix and today of its message doesn't remain anything, hidden and mystified by the Catholicism. No today's church is not the church of God, is the church that speake of peace, ,but what is to the service of the Evil Empire, it produces ignorance and unfortunately is ... the people's opium.

8. Aren't you afraid that much more savage Islam will come in the stead of Christianity?
This problem doesn't exist.
There will be before the total war and the end of both the so called civilizations or is better saying of the two barbarisms.

9. Your webpage has pronounced pagan orientation - what does the paganism mean to you? Is its return possible in West Europe? Or maybe it is just a fate of loosers who couldn't get settled in this technocratic world of transnational corporations?
Partly I already have reply this question.
This civilization is destined to explode inside and one day the pagan cults they will reconquer the planet. It's inevitable.
We are patient we will wait for the end of the modern world.

10. Italy and Rome in particular are thronged with hordes of emigrants from Africa and Asia, don't you think this problem is more serious then the rabbit assassination?
Oh yes, but is another problem.
This is a social (with a lot of intolerance here) problem. The globalization this has also brought.
On the bunnies or the other animals a problem of taking of conscience remains, of personal internal development.

11. I know that the people who makes neofolk and martial music often has the problems because of antifa, what is the situation in Italy with this?
There have been problems, at times also big, but currently the situation is calm.
This is a very complex matter.

12. What do you think about Mussolini? Do you equate him with Hitler?
Mussolini? What? Yes like Hitler!
Stalin was different from Hitler?
And were the Americans that have launched the atomic bombs on Hiroshima and Nagasaki the correct ones? The good ones?
Or Mao Tze Tung? Pol Pot? Franco in Spain? And Argentina in the seventies under Pinochet?
Here it is able also to speak for times.
Nooooo! I don't like politics...
A dictatorship or of left or of right is always a dictatorship. But we can see that also this that is called democracy today...look at Bush and at the American Empire... is disgust.

13. You spend a lot of time on internet, do you have time to read the books? If yes what books are they?
Books? I like very much.
Currently I am reading a book of Winfried Mogge on the Wandervogel...you know? (Great!!!).The Runes of Marco Massignan and the Mystery of Stonehenge of Fernand Niel.

14. I see Italy the country where football became the cult - what team are you a fan of and what do you think about football fans?
Yes in Italy the football is really a cult. People would be able of to make demonstrations if there are not the games a day, but if bread costs so much it doesn't say anything anybody.
The Italians are a people of idiots.
I am fan of the ROMA FOOTBALL CLUB from when I was child, I have also a tattoo about...ah ah ah... but I am conscious that the football is alone business, money, too money...women and power...and politics a disgust.
Here you can see Italy : Religious power, Politics, Football, Television all is connected...

15. Can you imagine the Europe in 20 years? What will it be?
Europe in 20 years?
Oh yes...a big desert.

16. When you listen to music what the most important for you - philosophic and political ideas which the musicians are expressing in it or musical content? And will this music still be interesting for people if it has lost an ideology?
Heh, we say a whole the three things, is everything very important.
Certainly if a group voted him to the commercial one or it started to musically ramble philosophically or ideologically I would not find it hard to cancel him from my life, and it's happened, but I don't want to reveal names.

17. Tell about the last music discoveries at myspace net? What bands would you advise to notice to our readers?
A little known? Surely Sunset wings, Waldsonne and Silver light of the Moon from Russia and then Trinithos, Sibelian, Pantheon Legio Musica, Othala, Falkenstein, Waffenruhe, In Scherben, Die Weisse Rose, The Pride of Wolves, Bunkergeist. From Italy,Tears of Othila and Les Jumeaux Discordants.

18. If you come to Russia what places would you like to visit first?
The history! Volgograd,the old Stalingrad! A great emotion.

19. What would you like to wish our readers at parting?
The end of the modern world and the return to the simplicity. May the ancient Gods be with you. Odhin blesses .

SOLARIS IS A RADIO-SHOW FROM ROMAN RADIO-STATION NETWORK ON AIR EVERY FRIDAY FROM 9 P.M. to 10.30 P.M.
TO RADIO ONDA ROSSA 87.900 FM ROMA ITALY. TO LISTEN IN STREAMIN' www.ondarossa.info CLICK (((IN DIRETTA))) or IF YOU CAN'T LISTEN COPY the URL and ADD this on WINAMP or WINDOWS MEDIA PLAYER ( IS NOT A COMMERCIAL RADIO STATION).


© 2008 interview by Wolfsblood
© 2008 translation by Alisa

Postato da: CircoloDellaVela a 16:45 | link | commenti |

martedì, luglio 08
Blow Up 122/123

Blow Up 122/123  Luglio/Agosto 2008

Recondita Stirpe
Nessuna Letargia
Cd  - HauRuckSPQR - 12T -43:48
Voto 7

Venato di una suggestiva patina retrò è il suono dei Recondita Stirpe.
Della formazione Genovese dicemmo in emrito al loro Cd-R omonimo sul BU#102, positivo registrare che le perplessità che emersero sulla allor pur minoritaria scelta del cantato in italiano non si ripresentino in questo lavoro assai più compiuto e mirato.
L'utilizzo della nostra lingua, omesso appena Dans la Chambre e nell'energica Fasllin Sun - oltrechè ovviamente nei due pregevoli strumentali The March of the Invisible Legion e invasion - è anzi necessità visto che sembra suggerita l'intenzione di Recondita Stirpe di una forma di Folk Italiano che guardi ad una tradizione in verità più universale che peninsulare ma che sia altresì contemporaneo per temi, per lo più animati dall'invito ad un risveglio dell'accettazione critica del torpore come spiega la canzone che battezza l'album e che recita " Scuotila e scagliala questa collera ti desterà questo l'affanno che corrode l'anima cederà e morirà".
Con l'acordion quasi onnipresente che alimenta riverberi nostalgici, si contano più brani di ceppo popolare come Il Sibilo di Giano, il Tango La Malia dei Sensi, Pestilentia, Caduti che nettamente d'orientamento noir quali Notturni Rivali e Lost Companions.

( Paolo Bertoni )

Postato da: CircoloDellaVela a 20:13 | link | commenti |

Egida Aurea

Recensione tratta da: http://www.mentenebre.com/

Una promesa recién llegada Egida Aurea - "Storia di una Rondine"

Desde Génova nos llegan nuevos aires en la corriente Neofolk. Aunque parecía que todo estaba ya dicho en este género todavía hay lugar para las sorpresas.



"Storia di una Rondine" es un trabajo de Egida Aurea editado en Wolf Age en Febrero de 2008.
Interpretado por Diego Banchero como bajista, guitarrista, vocalista y programador & Carolina Cecchinato como vocalista y percusionista & N.H. Guglielmo Amore como vocalista y percusionista & Mirko Giorgini como guitarrista & Fernando Cherchi a la fisarmónica & Daniele Santagiuliana al harmonio desde Italia y se centra en el estilo Neofolk y tiene una duración de 17,12 minutos.
Enlaces Relacionados: Egida Aurea Myspace & Wolf Age Myspace
Valoración: 9 sobre 10

Por la pinta que tenía el CD cuando lo vi por vez primera ya me daba el tufillo: esto me huele a Neofolk. Y no iba desencaminado. Una especie de escudo medieval con una cruz, marco gris y letras capitales trajanas. Mucho peso de tradición. En el reverso los títulos de las canciones nos dan el dato de que se trata de un EP, tan solo 4. Hecho que lamentaría un poco más adelante, al escuchar sus magníficas pistas.

Antes de desgranar el contenido musical del CD hemos de ponernos en antecedentes: situación en el espacio y en el tiempo. Lugar: Génova. Antecedentes: Egida Aurea es un proyecto nuevo, incubado en 2006, aunque sus miembros provienen fundamentalmente de Recondita Stirpe, aparte de otros proyectos como Malombra, Il Segno del Comando y Zess. En el sustrato de Egida Aurea están las diversas y ricas tradiciones europeas, fundamentalmente las mediterráneas, que muestran tanto en sus letras como en su instrumentación, a las que dan un énfasis con una particular forma de vocalización siguiendo la tradición del canto italiano. Para dejarlo claro desde un principio, su ideario no tiene trasfondo político alguno, basando por lo tanto su compromiso en la recuperación cultural como seña de identidad.

Como ya apuntaba en la introducción, la sorpresa que me ha causado Egida Aurea ha sido mayúscula, una bocanada de aire fresco en un género donde es ya difícil decir algo nuevo, desde el lanzamiento de Rome ninguna nueva banda del género me había dejado tan buen sabor de boca. Y no es que Egida Aurea estén inventando la pólvora, pero si que tienen una frescura y un buen hacer compositivo que es difícil de encontrar incluso en las bandas consolidadas. Yo creo que la clave está en la voz. Corre a cargo de Carolina Cecchinato y curiosamente no es lo que podíamos denominar una voz heavenly voices precisamente. Es una voz que tiene mucha fuerza y sólo un poquito de dulzura, pero sabe llevarla por distintos terrenos, tanto en los modos de cantar como en las líneas melódicas. El ornato para la voz se compone de guitarra acústica, teclados y diversas percusiones, que si fueran un poco más rotundas ya sería el no va más.

'Storia di una Rondine', que da título al CD, es una canción magistral. Es larga y se divide en varias partes perfectamente diferenciables donde, como decimos, la voz es la que manda, y sus variaciones de entonación, de ritmo y de registro hacen que te cale muy hondo. Es un tema riquísimo en matices, una verdadera delicia.

Otro temazo es 'Il Giorno delle Chimiche Brume', el más percusivo, casi diría que apto para ser pinchado en esas escasas sesiones que a los que nos gusta pinchar Neofolk nos dejan de vez en cuando en alguna fiesta que otra. De nuevo la voz hace diabluras. Este tema fue el primero que lanzó Egida Aurea en el recopilatorio online "Donec ad Metam" de 2007.

La más ceremonial es 'L'Ottobre Nero di Mosca', con esa cadencia lenta de corte ritual en la que esta vez la voz femenina desaparece al principio y es sustituida por unos coros masculinos que parecen realizar alguna invocación u oración, pero al final y casi gritando irrumpe la voz de Carolina. La pena es que es un tema muy cortito y te quedas con ganas de más.

Cierra el cuarteto 'Theos Aniketos', como la anterior de corte ritual y con coral masculina, ornato de nuevo para la voz femenina que repite su magistral intervención. Junto con la percusión, el teclado tiene esta vez una cierta preeminencia y podría recordar al uso que hacen de él Ataraxia, pero sólo en su línea más medievalista.

Me escucho los cuatro temas una y otra vez y me digo: se me hace demasiado corto, quiero más. No obstante dicen que lo bueno si breve dos veces bueno. Un espléndido debut para estos italianos. En espera de que den al salto al larga duración os recomiendo encarecidamente este trabajo a todos aquellos que améis el Neofolk. No os arrepentiréis.

Trabajo Comentado por: Pedro Ortega

Postato da: CircoloDellaVela a 15:29 | link | commenti |

RS recensione Spagnola

Recensione tratta da: http://www.mentenebre.com/

Uno de los álbumes Neofolk del año. Recondita Stirpe - "Nessuna Letargia"

Ya habíamos tenido la excelente referencia de su grupo paralelo Egida Aurea, no obstante Recondita Stirpe dan muestra de lo que es hacer música con personalidad en una escena en donde ya se ha dicho casi todo.



"Nessuna Letargia" es un trabajo de Recondita Stirpe editado en Hau Ruck! - SPQR (Ref: HR!SPQR XIV) en Mayo de 2008.
Interpretado por Diego Banchero como compositor e instrumentista & Christoff como vocalista & Mirko Giorgini como guitarrista & Carolina Cecchinato como vocalista & Fernando Cherchi como acordeonista & Roberto Lucanato como guitarrista & Angel Drum como percusionista & N.H. Guglielmo Amore como percusionista & Carlo Gilardi como trompetista desde Italia y se centra en el estilo Neofolk y tiene una duración de 43,43 minutos.
Enlaces Relacionados: 
Recondita Stirpe & Recondita Stirpe Myspace & Hau Ruck! SPQR
Valoración: 9.5 sobre 10

 Mi conocimiento de Recondita Stirpe es indirecto ya que mi primer contacto con ellos fue a través de su excelente proyecto paralelo Egida Aurea que combinaba a la perfección el Neofolk con una aureola etérea que venía de la mano de la preciosa voz de Carolina Cecchinato. Los dos proyectos tienen miembros comunes, como es el caso de Diego Banchero, alma mater de ambos proyectos para los que compone la música y toca diversos instrumentos o la mencionada Carolina Cecchinato vocalista principal en Egida Aurea aunque también figura en la nómina de vocalistas de Recondita Stirpe y cuyo tono le da personalidad y originalidad a ambos proyectos.

"Nessuna Letargia" es el segundo trabajo del grupo, tras un primer miniCD autotitulado "Recondita Stirpe" para el modesto sello Misty Circle en 2006. No me cabe duda de que visto el talento mostrado por estos genoveses el sello Hau Ruck! SPQR haya optado por ficharlos y publicar su primer larga duración.

Musicalmente Recondita Stirpe vendría a ingresar en la nómina de la oleada de neofolkeros del siglo XXI. Sus intenciones son las de rescatar estructuras musicales tradicionales, tanto de raigambre italiana en particular como europea en general, aunque el peso de lo mediterráneo es una de las claves del álbum. Pretenden ser una alternativa al movimiento globalizador que ha masificado el panorama artístico-cultural en nuestros días: tradición vs globalización. Eso sí, nada de alineaciones políticas ni nada por el estilo. Ellos son artistas, simple y llanamente.

Yo soy defensor de esta corriente que busca la raigambre cultural, la mirada al pasado, pero es que además la música hecha hoy mirando al ayer, moderna pese a su trasunto tradicional, es una de mis debilidades musicales y creo que en esa diferencia se reivindica como una música original y contemporánea. Pero no es menos cierto que en la escena Neofolk en estos tiempos que corren, 2008, ya se han dicho muchísimas cosas y hay centenares de grupos que lo han practicado y aún lo practican. Esto implica que para que un grupo en esta escena pueda decir algo requiere de originalidad. La sonoridad de Recondita Stirpe no tiene grandes novedades en lo que respecta al género: guitarra acústica y percusiones con elementos singulares como pueda ser el acordeón o la trompeta. Pero no obstante sí que tienen la principal virtud que deben tener los músicos sea cual sea su estilo y esto es el talento musical: Recondita Stirpe hacen muy buenas canciones. El culpable de todo esto es Diego Banchero. Ya lo dije con Egida Aurea y lo repito ahora: saben hacer buenas canciones y además suenan distinto a otras bandas, su música traduce su personalidad y las identifica con ellos. Y esto es tan difícil de encontrar en los tiempos que corren que hemos de congratularnos.

Por ahondar un poco en el "Nessuna Letargia" la verdad es que es un álbum muy completo, que se deja escuchar muy bien de principio a fin. Pero si lo escuchas 3 o 4 veces te das cuenta de que hay verdaderos temazos. Mencionaré algunos. 'Notturni Rivali' es un tanto alegórico, nostálgico, con la trompeta como instrumento singular, que da la réplica a las voces de Christoff y Carolina que se dan perfectas réplicas cuando no cantan al unísono, a veces susurran y a veces entonan a modo de himno. 'Il Sibilo di Giano' es otra gran canción esta vez con un sabor muy mediterráneo de la mano del acordeón, muy italiano. En esta línea podemos emparejarlo con algunos otros temas como 'La Malìa dei Sensi', 'Caduti' o 'Pestilentia', con ese sabor de la tierra y un cierto toque melancólico. 'The Falling Sun' es el tema más contundente del CD ya que recae en él el peso de la percusión, es pura exaltación, brillante. Hay un cierto recuerdo a Death in June en uno de los temas: 'Lost Companions' tanto por la instrumentación como por el uso de recitaciones vocales.

Si eres amante del Neofolk y te gustan los sabores nuevos estoy seguro de que Recondita Stirpe no te van a defraudar. Uno de los mejores discos de Neofolk del año.


Trabajo Comentado por: 
Pedro Ortega

Postato da: CircoloDellaVela a 15:15 | link | commenti |

lunedì, luglio 07
Intervista Recondita Stirpe

Intervista tratta da: http://www.chaindlk.com

Chain D.L.K. presents an interview with:

Recondita Stirpe

Recondita logo
interviewed by Maurizio Pustianaz (proofreading by Marc Urselli & Marco Pustianaz)

Recondita picture

Chain D.L.K.: Your debut album is titled "Nessuna letargia" ("No lethargy"). This sounded to me like a calling to action. What are some of the themes you touch upon in the album?
Recondita Stirpe: Christoff: The world is drifting, completely without a guide. In contemporary society the post-modern man hasn't got a kind of autonomy any more, he just survives. He trusts bad masters who simply aim at keeping him away from reality as much as possible, and preventing any kind of action devoted to be aware of what is happening. Lethargy is widespread and induced, but among all this torpor there are some " reawakened", who are conscious and camouflaged among sleepers, with solid roots and looking at the future. They are waiting, ready to snatch their opponent just when he feels strongest. Battle is mystic, because it's about a spiritual militia. Facing an epoch-making fight between those who want to live and those who want to sleep, they have already chosen.

Chain D.L.K.: Your sound is a re-discovery of Italian musical folk tradition as well as partisan songs and European melodies (let's not forget that you live near France). What are your main references and how do you rework that sound to make it your own?
Recondita Stirpe: Diego: The style which characterizes my compositional approach is based on the recovery of acoustic and folk sounds of the European tradition which are combined with an epic and martial orchestral carriage. In addition to the Italian political songs of '900 that you mentioned and that (independently of guideline provenance) are interesting for their ability to lead the song high, both the great Italian composers who worked in cinema (such as Morricone, Gaslini, Cipriani, etc…) and the singer-songwriters from the Genoese school (such as Fabrizio De Andrè) are part of our influences. In De Andrè's music, the influence of French "chansonniers"'s existentialist background is really remarkable.

Chain D.L.K.: The graphics of the booklet have a lot of pictures with armed people (in one picture they look like partisans), art deco images, etc. Overall it feels melancholic but I guess there's something more underneath these images. Can you tell us more about the ideas you wanted to convey?
Recondita Stirpe: All fighter pictures have been adulterated, although we take no interest in which side they are on. The problem is the struggle seen as fight between two different ways to see the world: a spiritual one, which respects the other; and an utilitarian one, which just sees in the other a way to get to an goal. Our booklet is a clan's message: Recondita Stirpe is a bunch of people who have the same vision of the world, a nobility which embraces values that are different from those of ordinary people. A courage which doesn't need honors, but only facts. As with any clan, ours owns his coat of arms too, which represent it and speak for it. Anyone who sees it understands that is about Recondita Stirpe.

Chain D.L.K.: Diego, you play also with two progressive bands, Il Segno del Comando and Malombra. About these ones we can talk about the Italian musical tradition but it's more rock oriented than folk (the 70's Italian progressive). Talking about the Italian tradition, musically and culturally, what are the most important things to you?
Recondita Stirpe: Diego: I think that each step of my artistic career has a particular meaning referring to the search and rediscovery of traditional values. When Malombra were born, we used to spend the time every day in the Genoese old town, so well described by De Andrè’s songs and we breathed deeply in his nihilistic and dissolute manner. The search for tradition was focused at the time mainly on the esoteric aspects both of our land and the rest of Europe and less interested in cultural values. Such interest came along with "Il Segno del Comando" [an Italian TV serial] , which was part of the recovery of our childhood memories (before the final crisis of the family) and of a certain mass media artistic and cultural practice, before everything got corrupted by a rampant decay. Some Italian progressive rock bands together with movie dark soundtracks represent one of the last period of real music and art prosperity of our country which was still able to blend influences partly taken from non-European cultures and create something completely Italian. We went then in search of the reasons of the crisis of values, which towards the end of the millennium was finally clear even to the most absent-minded, by approaching all the thinkers who had already foreseen it, sometimes well in advance of it. In a word we looked for those history pages which are not written in the official books. My new artistic season with Recondita Stirpe and Egida Aurea is somehow a logical consequence of the previous steps. The synthesis is even wider ranging: everything tends to the reconnection with traditional values in what concerns art and the thinking from which this art draws inspiration, giving it back a way of escape to reach the material world. In order to do that, in an age in which the breakdown of values is almost total I went further back to analyze the aesthetics of times previous to the big cultural contamination of the second part of XX century to grasp again all the shades of a way of thinking in which independently of the ideas, the beliefs had a meaning which was worth protecting. When one's own identity was less obscure and was less threatened by degrading values.

Chain D.L.K.: Don't you think that people have lost the sense of being Italian by embracing a generic globalization? A globalization that after all is making them lose their identity, beside their money, I'd like to say...
Recondita Stirpe: Diego: I think that the loss of the Italian spirit is the unavoidable consequence we reached because of the continuous inputs which followed one another during the late human history. Those inputs have changed the state of things causing all countries to depart from the way they need to follow in order to reach a condition of bigger national self-sufficiency, thus plunging them into a condition of "global interdependence" already theoretically discussed in the '30 and which today has reached the apex. Even if in this context it is really difficult to go over each step which has led to the present situation, I think that it is important to underline that globalization is, more than a choice, a condition that people are forced to undergo against their will. It has not the goal to foster development but to foster business. Of course there is a problem linked to the changing of values and of the social ground that has fostered the spreading of a kind of general lethargy (highly functional to the logic of the open market) that has little by little imposed values (together with the models to which they identify) which are utterly empty and dissolute, completely functional to the loss of identity. In a period in which all moral obstacles to man's transformation into a "hedonist consumer" have been removed, the main goal of our projects is to give a small contribution to the realization that a waking up from that lethargy is needed, as that lethargy doesn't allow us to connect again with oneself. We strive to refine those senses which can allow us to feel the yoke to which we are subjected.

Christoff: Globalization is the real illness which grips humanity in this historical age. Every people is losing its own identity in the name of a market which only aims to create a consumer's world, inducing needs which don't exist, making any relationship among nations asymmetrical. Who has got everything vs who has got nothing. What are we left with at this point? Our tradition, our values, all battles which have made us what we are: in a few words, our diversity as opposed to the flatness and homogeneity of all humankind! It's not something worthless.

Chain D.L.K.: What are the main differences with your sister project Egida Aurea? What led you to have two bands with a similar sound approach?
Recondita Stirpe: Diego: The main difference between the two projects is the approach to the lyrics. Egida Aurea’s lyrics are mainly characterized by the analysis of man and his social life, his evolution and the changes he meets as time goes by. It is a way to consider the changing of his capability to feel and answer the pressures of the surrounding world and his relation with spirituality. Recondita Stirpe, on the other hand, is the result of a pure poetical search which analyzes the inner life of modern man and the disclosure of being. The style of the compositions is different too. Egida Aurea has a preference for song structure while in Recondita Stirpe you find mainly the epic and martial orchestration of modal structure as the background for the working flow of representations which create the texts. Egida Aurea was born to try, together with Carolina, different expressive ways and also to allow me, after years in which I was the only one in charge of the musical compositions, to venture on writing texts in collaboration with Guglielmo Amore.

Recondita  picture



Visit Recondita Stirpe on the web at:
www.reconditastirpe.com

Postato da: CircoloDellaVela a 18:41 | link | commenti |

domenica, giugno 29

 

 

Bologna, 25 giugno 2008

 

 

Agli organi di informazione

Loro Sedi

 

 

COMUNICATO STAMPA

BOLOGNETTI 2008
Vicolo Bolognetti 2 - BOlogna

 

Post Contemporary Corporation

Ultimo concerto a Bologna

 

Venerdì 4 Luglio ore 21.30

 

 

Zekkini: voce, xilofono di bambù, campanelli

Giulio Sangirardi: chitarra elettrica, teremin

Antony Othi: laptop.

 

Grande serata con Post  Contemporary Corporation che presenterà il nuovo 12” "Manzotin Mantra", edito da Musica di un Certo Livello/ Misty Circles; è una compilation di remix del suddetto brano, reinterpretato da una scelta schiera di  band che si è avvicinata nel tempo all’ideale postcontemporaneo: TourdeForce, Sandblasting, Obsil, Der Feruerkreiner, Sandro Codazzi, Malato e Spiritual Front.
Presente inoltre un documento eccezionale per la sua rarità: un estratto del comizio postcontemporaneo tenuto a Milano Marittima nel 2007 davanti ad una folla entusiasta di patrioti.
Anche quest’anno, il flusso magnetico emanato dalla barbarie verbale e sonica della PCC creerà un'atmosfera di catarsi cosmica tale da trasformare il concerto in un mini rave, o ancor meglio in un'adunata di visionari e psiconauti.

 

 

L'addetto stampa

Postato da: CircoloDellaVela a 19:23 | link | commenti |

sabato, giugno 28


"LJD" es un trabajo de Les Jumeaux Discordants editado en Misty Circles & SPQR (Ref: MCR65) en 2008.
Interpretado por Roberto Del Vecchio en composición y sonido & Aimaproject letras y voz desde Italia y navega entre los estilos Dark Folk & Ritual y tiene una duración de 26,00 minutos.
Enlaces Relacionados: Les Jumeaux Discordants & Les Jumeaux Discordants MySpace & Misty Circles & SPQR
Valoración: 8 sobre 10
Este material lo puedes encontrar en:
  Rara Avis
   

      Lo primero que me llamó enormemente la atención del primer trabajo de este dúo italiano, conocido como Les Jumeaux Discordants, fue el engañoso formato en el que presentan su mini CD, utilizando una carpetilla que posee las mismas dimensiones que un vinilo de siete pulgadas. Sobre la portada de fondo negro reposan dos perfiles simétricos definidos en color plata, enfrentados por su propio reflejo, separados por la presencia central de una daga, delimitados por la esencia del círculo.

Misty Circles ha sido considerado uno de los sellos pioneros dentro del poco cultivado subgénero Ritual. Ya en 1984 los también italianos Ain Soph, precursores indiscutibles de esta tendencia y creadores del sello, editaban su primera cassette bajo esta referencia discográfica. Todo lo que Misty Circles ha lanzado al mercado hasta hoy día –que no ha sido mucho- se caracteriza por ser mortalmente oscuro, hierático y mágico. Les Jumeaux Discordants también lo son. Resulta impactante comprobar cómo se rescata del olvido lo que los propios creadores del ritual han abandonado con el paso del tiempo.

Les Jumeaux Discordants se formó durante el año 2005 en Italia, y es el resultado de la unión de dos proyectos independientes entre sí. Roberto Del Vecchio es frontman de The Last Hour, un proyecto que ha conseguido asomar la cabeza en un par de recopilatorios del género neofolk y experimental, entre los que destacan “Flowers Made Of Snow”, un doble CD editado por Cold Meat Industry. Por otro lado, Aimaproject era otro proyecto existente desde 1996 que había cultivado hasta el momento diversos campos del arte y la expresión, como pueden ser la fotografía, la poesía o la música. El resultado de la unión de ambos ha sido lo que hoy se nos presenta, Les Jumeaux Discordants.

Este primer CD está compuesto por seis cortes que mantienen un clima frío y de base preponderantemente ritualística. En ellos abundan melodías mágicas y endiabladas que configuran climas de expectación y terror. Muy destacable resulta la aportación de Aimaproject, su voz otorga un toque cabalístico a los temas muy parecido en ocasiones al ideado por Alzbeth en TMLHBAC hace ya más de diez años.

Destacable ante todos los demás resulta su cuarto tema, ‘Être’, que sintetiza perfectamente el espíritu que este dúo quiere transmitir. Como dato curioso se puede apuntar que el texto de ‘Le Destin’, su quinto corte, pertenece a un poema de Gérard de Nerval, escrito a mediados del siglo XIX. Pero esto no termina aquí, puesto que ‘Almus Spiritus’, recitada íntegramente en latín, no es ni más ni menos que un fragmento perteneciente a la “Conjuración de Catilina” de Salustio, uno de los textos más utilizados por los profesores de lenguas clásicas para realizar ejercicios de traducción.

Nos encontramos ante un gran proyecto que acaba de presentar un trabajo magno. La única carencia ha sido su escasa distribución, este trabajo ha sido limitado a tan sólo 100 copias, por lo que los interesados deben darse prisa en conseguirlo.

Postato da: CircoloDellaVela a 20:31 | link | commenti |

martedì, giugno 24

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

Tradizione e Identità

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

di Michele Viali (foto: Roby Maestrini)

Raccogliere i nomi di Recondita Stirpe ed Egida Aurea in un'unica intervista non rende forse al meglio l'importanza dei due giovani progetti, ma dato che entrambi sono capitanati e nascono dalla mente di Diego Canchero, abbiamo colto l'occasione per chiedere a lui e agli altri componenti delucidazioni riguardo passato, presente e futuro delle due band. Dal nostro incontro emerge, come già sottolineato nel titolo, l'importanza della Tradizione, intesa come recupero di sonorità italiche di provenienza popolare, ma anche di estrazione colta e cantautoriale legata al retroterra genovese, ottimamente incastonate in un impianto che si ricollega al filone neofolk europeo. Ma il recupero della Tradizione si esplica anche attraverso il bisogno di riappropriarsi di alcuni valori che l'uomo moderno va progressivamente perdendo. Per tali motivi si avverte, soprattutto in Recondita Stirpe, la necessità di riacquistare un'Identità vanificata sempre più da quella pericolosa letargia di cui ci parla Christoff (cantante e autore dei testi), figlia dei tempi moderni che stanno spegnendo "qualsiasi tipo di attività neurale". Concetto ripreso anche da Egida Aurea, progetto capace di rievocare il passato come pochissimi altri hanno saputo fare (l'accostamento agli Ianva di "Disobbedisco!" sembra essere l'unico possibile), ma anche di trasmetterci un senso di opposizione fiera e costruttiva ad un presente assai discutibile. Evitando qualsiasi luogo comune e con estrema disponibilità e perizia, Christoff, Guglielmo Amore e Diego Banchero spiegano qui di seguito l'essenza principe che muove Recondita Stirpe ed Egida Aurea.

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"È in atto un assalto mediatico-globalizzante che ci sta narcotizzando: siamo continuamente sviati da illusionisti professionisti e tele-prestidigitatori che ci manovrano come marionette, decidendo dove, come e quando comprare, vivere e fare ciò che loro vogliono. Siamo così immersi in questa telecrazia da non accorgerci di come il mondo stia andando alla deriva, completamente senza guida. Chi si rende conto di ciò, chi è consapevole di quanto accade, ha il dovere di smascherarlo. Siamo in effetti di fronte ad un bivio epocale, e credo che le cose siano destinate a cambiare entro breve tempo."
(Christoff)

 

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"Se quest'epoca dovesse finire o se i cambiamenti in atto dovessero portare ad un'esistenza meno sicura per tutti, saremmo in grado di reagire come un cane pastore che attacca senza esitazione i lupi per salvare il proprio gregge? Questo è un interrogativo che dovrebbe già di per sé aiutare, per coloro che se lo pongono, a comprendere l'importanza di non abbandonarsi al torpore... alla letargia, insomma."
(Diego Banchero)

 

RECONDITA STIRPE/EGIDA AUREA

"Termini come 'memoria condivisa' o 'memoria collettiva' sono tornati ad imperversare nel nostro paese come altrove, sbandierati alla stregua di slogan promozionali da supermarket col solo scopo di raccontare una Storia di comodo opportunamente dotata di luci ed ombre, con la tranquillità che il cittadino medio non si preoccuperà mai di approfondire le questioni importanti e spinose di proprio pugno, se non per pigrizia intellettuale, sicuramente per non intercorrere nell'eretica negazione delle cosiddette 'verità ufficiali'."
(Guglielmo Amore)

 

 

http://www.reconditastirpe.com/

http://www.hauruckspqr.com/

Postato da: CircoloDellaVela a 12:58 | link | commenti |

Recensione tratta da http://www.eutk.net/

Recondita Stirpe - Nessuna Letargia


Copertina Mi rendo conto benissimo che questi nostrani Recondita Stirpe non sono proprio il classico gruppo che si trova sulle pagine digitali di Eutk.net, proprio per la loro natura artistica lontana km dal più remoto concetto di Heavy Metal. Questo comunque non dovrebbe essere un freno all'apertura mentale di un appassionato di musica. Recondita Stirpe è quasi un collettivo (e qui si potrebbero fare rodere...) di musicisti che fra sinuose aperture acustiche/folk trascinano l'ascoltatore nella ricerca/riscoperta di un certo modo di fare cultura, fra letteratura, storia e un certo esoterismo velato e mai troppo manifesto. Qualcuno di voi sicuramente conoscerà gli Ataraxia, oppure gli Argine, ecco forse questi due complessi possono contribuire almeno in un primo momento a farvi intuire di cosa sto parlando, anche se in un secondo momento con un'analisi più dettagliata le differenze concettuali fra queste band sono molte, e marcate. Pur essendo un disco omogeneo a livello stilistico questo Nessuna Letargia offre al suo interno varie sfaccettature, partendo dalla anthemica Notturni Rivali, per poi passare attraverso Il Sibilo Di Giano, per non parlare di La Malia Dei Sensi, che con le sue movenze assume quasi accenti popolari, stesso discorso vale per Pestilentia. Come ho già detto ad inizio recensione avvicinarsi a questi Recondita Stirpe non è facile, ma chi ha avuto qualche contatto con il Neo-Folk di Death In June, primi Der Blutharsch non credo avrà molte difficoltà nell'apprezzare anche loro.

Genere: Folk / Ambient
Anno di uscita: 2008
Durata: 43 min.
Tracklist:

  1. DANS LA CHAMBRE
  2. NOTTURNI RIVALI
  3. IL SIBILO DI GIANO
  4. THE MARCH OF THE INVISIBLE LEGION
  5. DOVE SEI?
  6. THE FALLING SUN
  7. LA MALIA DEI SENSI
  8. PESTILENTIA
  9. LOST COMPANIONS
  10. NESSUNA LETARGIA
  11. INVASION
  12. CADUTI

Line up:

  • Diego Bachero: bass, keyboards, synth, programming
  • Christoff: vocals
  • Carolina Cecchinato: vocals
  • Mirko Giorgini: classic guitar, acustic guitar
  • Guglielo Amore: percussion
Recensione a cura di
Andrea 'BurdeN' Benedetti

VOTO: 7,5

Postato da: CircoloDellaVela a 12:38 | link | commenti |

Recensione tratta da http://www.erbadellastrega.it/

RECONDITA STIRPE - NESSUNA LETARGIA

Hau Ruck SPQR 2008

Dopo il mini omonimo uscito due anni fa (e recensito in ritardo su queste pagine a inizio anno), il combo genovese arriva finalmente al debutto su lunga durata, e non posso che accogliere positivamente quest'avvenimento. Il giudizio positivo che avevo nutrito nei confronti dell'ep è qui confermato e rafforzato, e non credo di esargerare dicendo che i Recondita Stirpe possono essere tranquillamente considerati tra i pochi eredi di un certo tipo di neofolk, genere che dopo un periodo di sovraesposizione è poco a poco imploso a causa della carenza di idee. idee che non mancano ai nostri, che reinventano ad ogni passaggio gli stilemi già percorsi in precedenza da altri. I clichè ci sono tutti (tamburi marziali, chitarre acustiche vs fisarmoniche, voci epicheggianti...), ma non vengono abusati e diventano semplicemente un mezzo per esprimersi. Il tango "La Malia Dei Sensi" ad esempio è un brano che sembra già essere stato scritto milioni di volte, eppure non si può fare a meno di amarlo e riascoltarlo,  così come Invasion o Pestilentia. Un album che parte un pò in sordina a mio avviso, ma che dalla metà in poi prende il volo. Le ultime sei tracce segnano il percorso da seguire dei nostri, che potrebbe in breve tempo portarli nel gotha del Neofolk di classe, grazie anche ad un lirismo ispirato e pungente, non privo di ironia, che è il vero perno sul quale ruota il fascino e la magia dei RC. Un ottima prova, un debutto su lunga durata che fa ben sperare per il futuro.

Max1334

Postato da: CircoloDellaVela a 12:33 | link | commenti |

venerdì, giugno 20

Recensione tratta da http://www.filthforge.altervista.org/



 

RECONDITA STIRPE

"Nessuna Letargia"

Hau Ruck! SPQR - 2008

CD - 1000 copies

 

After the well-received and extremely limited debut EP of two years ago, here comes Recondita Stirpe's official first full-length, still released under the insignia of Hau Ruck! SPQR. Since the first chords of opening "Dans La Chambre", the listener easily realizes that Diego Banchero's band has made a large improvement since the first recordings, and the following eleven songs show even more the excellent level achieved by all members. Christoff's and Carolina Cecchinato's voices are exciting, both as solo and together, while the music perfectly swifts between epic marches, exalting battle hymns, all-consuming Mediterranean ballads and popular chants, showing all the musician's great skill and talent.

This time, the band decided to sing most of the lyrics in their native Italian, apart from the aforementioned "Dans La Chambre", in French, and "The Falling Sun", in English. The other two Anglo-Saxon titles, "The March Of The Invisible Legion" and "Invasion", are actually instrumental pieces, excellent ones by the way, possibly the best examples of the Genova group's mastery with their instruments. "Notturni Rivali", "Il Sibilo Di Giano", "La Malìa Dei Sensi", "Pestilentia" are the most convincing songs, with their powerful, epic and flaming melodies, but the whole CD is set on high standards, without any truly weak moment.

Recondita Stirpe are among the few bands able to go beyond neofolk stereotypes and forge a personal style, playing music that is a charming encounter of ancient and modern, of 70s' progressive folk rock with traditional chants and popular ballads. Much like their town fellows IANVA, they also manage to conquer a wider European and worldwide audience even singing most of the lyrics in their native language. "Nessuna Letargia" is a highly recommended listening experience, together with Diego Banchero's equally exciting side-project Egida Aurea.

- Simon V.

Postato da: CircoloDellaVela a 19:22 | link | commenti |

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