Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

Circolo Situazionista Futurista Passatista Dadaista di Musica Esoterica, Industriale, NeoFolk, Sperimentale,Concreta e Avanguardia Sonora.
Caina la fratella cattiva della rete
Il gruppo Italiano del nuovo Millenio
Io Ballo Sola
KomaSolution
Magnum Invidia (il topic che parla del CdV sul forum di Kronic)
NOT MOVING
RETALIATION
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recensione tratta da www.kronic.it di Riccardo Osti
ENSOPH
Project X-Katon
Cruz Del Sur Music
Ho sempre ritenuto gli Ensoph una sorta di vanto per il metal estremo del suolo italico, sia per il loro particolare modo di proporsi a livello di look che, soprattutto, per la loro proposta musicale, vicina alla filosofia dei Covenant ma comunque originale per le sonorità adottate. Non nascondo che il loro “Opus dementiae” mi aveva fatto gridare al miracolo perché fino ad allora pochissime band italiane di death erano riuscite a creare una combinazione così riuscita tra aggressione sonora, elettronica e complessità degli arrangiamenti; “Project X-Katon” soffre della prevedibile sindrome da “effetto sorpresa”, nel senso che poco aggiunge alle coordinate stilistiche del gruppo, ma ha dalla propria parte una maggior cura nella produzione e una particolare omogeneità nella coesione dei vari brani.
L’uso delle tastiere ben si amalgama con l’assalto grintoso delle chitarre, modulandone l’aggressività con eleganza e aggiungendo suggestivi samples, mentre il cantato di N-Ikonoclast ben si adatta ad essere sottoposto ad effetti ‘sintetici’, ma va aggiunto che sa farsi pienamente rispettare quando si tratta di aggredire l’ascoltatore. La sezione ritmica, dulcis in fundo, assolve alla perfezione il compito di arricchire il tutto con velocità potenza ed estrema precisione. Per quanto concerne i singoli brani, sembra illogico sezionare un lavoro che va affrontato nella sua globalità; segnalo solamente la bellezza formale di “D-Generation” (con cori a là Therion ed un elegante break centrale degno dei migliori Moonspell), la coraggiosa “Un petalo di pietà”, dove il recitato in madrelingua ben si sposa con un tappeto sonoro angosciante e la furia oscura di “Pain pride & regret”.
Naturalmente questi sono solo alcuni dei momenti migliori dell’album, il quale vive su livelli qualitativamente ottimi dall’inizio alla fine. Come ripeto, dagli Ensoph era questo che ci si aspettava e, alla fine, ciò che fa più piacere nell’ascoltare “Project X-Katon” è un soddisfacente mix di coerenza di idee e cura nella produzione, segno indiscutibile di professionalità e maturità artistica.
SPECTRE – “MANTRA VOLUNTATIS” – digifile cd – ltd 1000 – HR!SPQR VIII :
The new Ain Soph album or the solo project of singer-guitarist Spectre?
You solve the mistery...
Mantra Voluntatis, ten tracks from Spectre in search of the poetics of feedback,
were the roots of amrican rock–blues meet the sounds of modern folk.
Psychedelic and Warholian in its essence, continues and overcomes
the musical direction followed by the Ain Soph of “Oktober” and of the last live-sets.
Al songs are original except the revisitations of “House of the king”
by Focus and “Melody” by Serge Gainsbourg.
"Next Time", is a collaboration with Albin Julius of Der Blutharsch.
Vocal interventions by Clau DE.DI and Domenico Vitucci in the song “Apocalypse”.
SPECTRE – “MANTRA VOLUNTATIS” – cd digifile– ltd 1000 – HR!SPQR VIII :
L´atteso nuovo album degli Ain Soph o il solo project
del cantante chitarrista Spectre? A voi risolvere l'enigma...
Mantra Voluntatis, dieci tracce di Spectre all'esplorazione della poetica del feedback, un
incontro tra le radici del rock–blues americano e le nuove
tendenze della musica folk. Psichedelico e Warholiano nella sua
essenza , continua e approfondisce la direzione musicale intrapresa
dagli Ain Soph nell'album “Oktober” e negli ultimi live-set.
Brani originali eccezione fatta per le rivisitazioni di “House of the king”
dei Focus e “Melody” di Serge Gainsbourg.
"Next Time", é una collaborazione con Albin Julius dei Der Blutharsch.
Interventi vocali di Clau DE.DI e di Domenico Vitucci nel brano “Apocalypse”.
Tracklist:
1)Mantra Voluntatis
2)House of the King
3)Melody
4)Signore non son degno
5)Warhol I
6)Apocalypse
7)NexTime
8)E a uno a uno
9)La lunga via
10) Gli amanti tristi (shadow version)
TUTTO PRONTO PER quella grandissima PORCATA MUSICALE di SANREMO N. 56
Tutto pronto quella che definire la vergogna nazionale dell'immagine artistica musicale all'estero cioè Sanremo ovvero il Festival della Canzone Italiana, ed è grazie a questa immagine di mondezzone pecoreoccio che in tutto il mondo pensano che siamo solo Mafia, Pizza, Spaghetti, Mamma, Mandolino, Eroi, Santi e Navigatori Satellitari.
La kermesse musicale e televisiva in programma nella città dei fiori dal 27 febbraio al 4 marzo, giunta alla sua 56ma edizione. Presentatore d'eccezione sul palco di un Teatro Ariston rinnovato nella scenografia dal premio Oscar Dante Ferretti, che ha cercato di ricreare l'atmosfera dei musical di Broadway, il comico Giorgio Panariello, accompagnato dall'ex "iena" Victoria Cabello e dalla bionda Ilary Blasi. Con loro, a scortare i cantanti, quattro bellissime modelle, Francesca Lancini, Claudia Cedro, Vanessa Hessler e Marta Cecchetto, una per ogni categoria: Donne, Uomini, Gruppi e Giovani. Trenta i cantanti in gara, sei per ciascuna delle prime tre categorie e dodici giovani, che presentati nella prima sera entreranno in scena a partire da martedì. Solo otto arriveranno alla finale di sabato, dopo quattro serate - mercoledì si riposa, c'è la Nazionale - durante le quali prima la giuria demoscopica e poi il televoto (a partire da venerdì) faranno la selezione. Tra i nomi vecchi e nuovi di questa edizione spicca la presenza di Anna Oxa. La cantante di origine albanese torna a Sanremo per la tredicesima volta forte di due successi, uno in coppia con Fausto Leali (Ti lascerò, 1989) e uno come solista (Senza pietà, 1999). Ma in gara c'è anche Ron, al secolo Rosalino Cellamare, che nel '96 sbaragliò la concorrenza con Vorrei incontrarti tra cent'anni. E poi Britti, Grignani, Zarrillo, Spagna, Tatangelo e Nomadi tra i più noti. Ricco anche il parterre degli ospiti: Laura Pausini, fresca di Grammy si esibirà durante la finale, Andrea Bocelli canterà con Christina Aguilera e Ramazzotti con Anastascia. Dovrebbero esserci pure le pop star Hilary Duff e Shakira.
Ecco la lista completa di tutto ciò che è più lontano possibile dal definirsi arte e musica.
Uomini
-Alex Britti - …solo con te
-Luca Dirisio - Sparirò
-Gianluca Grignani - Liberi di sognare
-Povia - Vorrei avere il becco
-Ron - L'uomo delle stelle
-Michele Zarrillo - L’alfabeto degli amanti
Donne
-Simona Bencini - Tempesta
-Dolcenera - Com'è straordinaria la vita
-Nicky Nicolai - Lei ha la notte
-Anna Oxa - Processo a me stessa
-Spagna - Noi non possiamo cambiare
-Anna Tatangelo - Essere una donna
Gruppi
-Noa, Carlo Fava & Solis String Quartet - Un discorso in generale
-Nomadi - Dove si va
-I Ragazzi di Scampia con Gigi Finizio - Musica e speranza
-Sugarfree - Solo lei mi dà
-Mario Venuti & Arancia Sonora - Un altro posto nel mondo
-Zero Assoluto - Svegliarsi la mattina
Giovani
-Ameba 4 - Rido…forse mi sbaglio
-Antonello - Capirò Crescerai
-Simone Cristicchi - Che bella gente
-Deasonika - Non dimentico più
-Helena Hellwig - Di luna morirei
-L'Aura - Irraggiungibile
-Riccardo Maffoni - Sole negli occhi
-Tiziano Orecchio - Preda innocente
-Andrea Ori - Nel tuo mare
-Monia Russo - Un mondo senza parole
-Ivan Segreto - Con un gesto
-Virginio - Davvero
Interessante articolo documento storico tratto da http://digilander.libero.it/nvg/udovisi.html
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FOIBE, L'OLOCAUSTO DIMENTICATO. LA MIA VITA PER UN'ACCA
Intervista a Graziano Udovisi a cura di Maria Paola Gianni
Non sono croato, ma italiano, e ne sono fiero! Nonostante quello che ho patito c'è qualcuno che sta falsamente diffondendo l'ipotesi che io sia croato a causa del cognome, solo per screditare la mia persona e la mia storia. Inizialmente il cognome di mio padre era "Udovicich". Nel '22 è stato cambiato in Udovisi, perché con l'avvento prima del l'Italia, poi del Fascismo molti hanno deciso, in base ai loro sentimenti, di italianizzare i loro cognomi. Ma la prova che sono istriano è nell'h finale, tipica dei nomi della piccola penisola". Inizialmente, da un primo contatto con il tenente dell'esercito italiano Graziano Udovisi, oggi settantunenne, è emersa una certa sua reticenza nel rilasciare l’intervista. Uno dei principali motivi è la sofferenza che prova ogni volta che racconta e rivive la sua drammatica esperienza. Udovisi è determinato più che mai a ribadire il suo amore per la Patria, il suo senso del dovere e il ricordo di oltre ventimila fratelli italiani che non ce l'hanno fatta. Quello di Udovisi è un triste diario di ricordi che fa parte di un macabro e vergognoso capitolo della storia, dimenticato da troppi. Ancora oggi non dorme sonni tranquilli, i suoi pensieri tornano indietro, a quel terribile sabato 5 maggio 1945, quando si presentò alle ore 17,30 diretta mente presso il comando slavo. Il suo senso di responsabilità lo fece intervenire per cercare di salvare i suoi sottufficiali. Niente da fare. I massacratori slavi non lo fecero neanche parlare ma, dopo avergli chiesto solo nome, cognome e grado, lo legarono con le mani dietro alla schiena col fil di ferro e lo stiparono in una cella tre metri per quattro, assieme ad altri trenta italiani, stretti come sardi ne, quasi senza aria e tutti con le mani legate col fil di ferro dietro la schiena. Morivano di sete e dopo imploranti richieste hanno offerto loro un fiasco con urina. Seminudi, avevano solo un paio di pantaloni addosso. "Bisogna ricordare che io non parlo per me stesso, ma almeno ventimila nostri italiani sono stati massacrati in questo modo, alme no ventimila!". Allora Udovisi era tenente della Milizia Di fesa Territoriale, reggimento comandato da Libero Sauro, figlio di Nazario Sauro, l'eroe istriano. "Mi sono presentato insieme a un amico, che era mio ospite, proveniente dal la zona di Mantova e considerato un regnicolo, ossia un suddito del Regno d'Italia. Da sottolineare che serbi e croati, non appena occupata la zona istriana, hanno considerato slavi tutti coloro che vi risiedevano, ormai per loro non più cittadini italiani". Ma, anche se considerati slavi, secondo il loro modo di pensare, eravate da eliminare? "Non tutti. C'erano quelli che nel '43 hanno immediata mente impugnato le armi per difendere la popolazione e il territorio italiano. Poi ci sono stati quelli che stavano a guardare e quelli che stavano con gli slavi. Ci sono stati anche tanti italiani che hanno infierito su di noi. Il PM Giuseppe Pititto li ha trovati e ha parlato di crimini contro l'umanità. Come sono stati perseguitati gli ebrei e qualcuno doveva pagare qui in Italia, cosi italiani, croati, serbi e sloveni, tutti gli jugoslavi, cioè slavi del sud, hanno detto che eravamo noi a dover pagare, come se noi avessimo di chiarate loro guerra". Ma perché il governo italiano non ha difeso le proprie terre e si è comportato così irresponsabilmente? "Basti pensare che abbiamo un segretario del partito della sinistra triestina (PDS) che ha affermato sui giornali che negli anni '43'48 il comunismo diede copertura e legittimazione alle foibe. Quindi, era tutto preordinato, tutto predisposto. Il nostro sforzo di combattere gli slavi fu totalmente vano". Lei aveva solo 19 anni quando è stato sul punto di morire. Se la sente di raccontare la sua storia? "Io non sono stato catturato, ma mi sono presentato direttamente al comando slavo e non per consegnare le armi, perché ero già in borghese. Rientrato con il mio reparto a Fola di notte, nessuno sapeva del mio ritorno, tranne alcuni dei miei compagni. Non sarebbero riusciti mai a trovarmi, ma uno dei miei sottufficiali, parlando con mia madre, disse che gli slavi li stavano cercando dappertutto e chiese se potevo fare qualcosa. Capii che avevo il dovere di presentarmi al comando slavo per dire che avevo man dato la maggioranza dei miei uomini a Trieste. Solo così, forse, avrebbero smesso di cercarli. Sono intervenuto solo per salvare qualche mio soldato". Ha sortito qualche effetto questo gesto di grande coraggio? "Assolutamente no. Però, ringraziando Iddio, mi sono salvato sia io che il mio amico presentatesi con me. Lui, essendo stato considerato regnicolo, quindi abitante del Regno d'Italia, è stato man dato in un campo di concentramento, e per cercare di man tenere buoni i contatti con l'Italia lo hanno considerato prigioniero di guerra, mentre per quel che mi riguarda mi hanno considerato un traditore, perché ufficiale". Che sentimento è rimasto in lei dopo quella tragica storia? "L'amaro in bocca, anche perché l'Italia ha fatto ben poco per noi". E poi che è successo? "Ad un certo punto ci hanno prelevati in sei e portati in un'altra stanza per torturarci tutta la notte. Dopo mezz'ora non sentivo più nulla, avrebbero potuto anche tagliarmi a pezzettini, ma non me ne sa rei reso conto. Ormai il corpo non rispondeva più ai riflessi, era inerme, e quando a un certo momento mi hanno ordinato di alzarmi in piedi, ho cercato di guardarmi intorno: il mio volto era talmente tumefatto, livido e gonfio che ve devo a malapena da due piccole e lunghe fessure degli oc chi, dovevo avere la testa rovinata. Ricordo di aver visto un mio compagno di fronte a me, la cui schiena era completamente rossa e mi chiesi per quale motivo lo avessero dipinto di quel colore, invece era tutto il sangue che stava uscendo dalle innumerevoli ferite. Se lui era ridotto in quel modo, se gli altri erano così, allora anch'io ero in quelle condizioni, ma non me ne rendevo conto. E quando ci hanno fatto alzare in piedi per portarci fuori entrarono due ufficiali, un uomo e una donna, la quale disse che il più alto doveva stare davanti alla fila. Nessuno si mosse, allora questo ufficiale mi prese per i capelli, mi strattonò spingendomi davanti a lei, la quale senza dire una parola mi spaccò la mascella sinistra con il calcio della pistola. Mi misero alla testa della fila perché ero ufficiale, gli altri era no dietro, ma l'ultimo non ce la faceva a stare in piedi, Forse perché lo avevano massacrato più degli altri, forse perché più debole, non so. Sin dal primo momento di prigionia ci avevano legato le mani dietro la schiena col fìl di ferro, per non slegarcele mai più, neanche durante le torture. Si può facilmente immaginare come quei maledetti fili taglienti avessero solcato la carne dei polsi e come continuavano a incidere sulle ferite al minimo movimento. Poi ci misero in fila e ci portarono fuori seminudi, senza scarpe: forse il fresco della notte ha fatto in modo che capissi qualcosa di più, in quanto la testa era completamente imbambolata, il cervello funzionava relativamente. A quel punto altri soldati, ben vestiti, ci portarono fuori, nel bosco, non erano quelli che ci avevano torturato. Dovevano essere dei militari, qualcuno della banda d'accordo con loro e anche borghesi, partigiani comunisti, erano tutti contro di noi. Ci hanno disposti in fila l'uno dietro all'altro, sempre con le mani dietro la schiena e ulteriormente legati insieme tramite un filo di ferro che scorreva sotto il braccio sinistro di ognuno, per formare una fila dritta, fino ad arrivare all'ultimo che, non avendo la forza di stare in piedi, essendo svenuto a terra, era stato legato non al braccio, ma intorno al collo. Ricordo di aver sentito suggerire da due che parlavano in italiano, nel nostro dialetto, di legarlo attorno al collo. Sicuramente durante il tragitto l'ultimo è morto soffocato dal filo che ci legava l'un l'altro. Abbiamo camminato per un viottolo, non so per quanto tempo, ero distrutto e il fil di ferro che mi univa ai compagni era una tortura. Appena riuscii a farlo scorrere leggermente lungo il braccio, fino al polso, mi sembrò un sollievo; in quel momento sono scivolato e caduto. Immediatamente mi è arrivata una botta con il calcio di una mitragliatrice al rene destro. A causa di ciò ho subito tre operazioni al rene, che da quel momento ha sempre prodotto calcoli". Quante altre conseguenze ha avuto? "Tante. Non solo sono stato leso in modo tale da essere sordo all'orecchio sinistro e al destro ci sento per metà. Ma dal tragitto di trasferimento da Pola fino a Fianona me ne hanno fatte di tutti i colori, mi hanno fatto mangiare della carta, dei sassi, mi hanno sparato vicino alle orecchie, si divertivano tanto a vederci sobbalzare. Mi hanno accompagnato verso un posto e ci hanno detto: "Fermatevi. La liberazione è vicina". Dentro di me ho mandato un pensiero al Cielo. Ho guardato dentro alla foiba, ma non vedevo niente, perché era mattina presto. Giù in fondo si scorgeva solo un piccolo riflesso chiaro. Si sono tirati indietro e quando ho sentito il loro urlaccio di guerra mi sono buttato subito dentro come se questa foiba rappresentasse per me un'ancora di salvezza. Dopo un volo di 15-20 metri, non lo so, sono piombato dentro l'acqua. Venivo trascinato sempre più giù e mi dimenavo con tutta la poca forza rimasta in corpo. Ad un certo momento, non so perché, sono riuscito a liberarmi una mano. Ho immediatamente nuotato verso l' alto e ho toccato una zolla con dell'erba, era in realtà una testa con dei capelli. L'ho afferrata e tirata in modo spasmodico verso di me e sono riuscito a risalire, ringraziando Iddio. Ho salvato un fratello". Questa persona dov'è ora? "E' andata in Australia, e purtroppo è morta, però ha lasciato la sua testimonianza. Ha lasciato l'Italia, non trovava lavoro, non trovava più pace. Ha sofferto per la lontananza dalla sua terra e per la tortura subita". Con queste parole termina la nostra intervista a Graziano Udovisi, unico sopravvissuto agli infoibamenti che sconvolsero l'Istria negli anni 1943-1945. La nostra speranza è che le sue parole giungano anche alle coscienze dei più sordi.
Sono arrivati alla posta privata del blog del Circolo molte richieste da uomini sessuali seguaci di Onan per sapere da dove sono tratte le foto delle ragazze danesi, ecco qui il sito delle meraviglie:
http://www.dkgirls.ch.vu
Buona VISIONE & SPRUZZATE

Oggetto: Berlusconi e Martelli
ROMA - Berlusconi non si accontenta più di decidere quando andare in
onda, dove andare in onda e con chi andare in onda. Non si accontenta
più di portarsi dietro un truccatore personale, un
consigliere-suggeritore e un "curatore dell'immagine" che dà istruzioni
tassative sulle inquadrature consentite e su quelle vietate. No, adesso
il presidente del Consiglio arriva in studio con il suo regista
personale. Che non affianca il titolare della trasmissione, ma
semplicemente lo sostituisce: prende il comando dello studio, dirige la
puntata e poi va via insieme al Cavaliere.
Non era mai successo, nella storia della televisione italiana, che a un
intervistato - per quanto eccellente - venisse concesso un simile
privilegio. Non era mai successo fino a venerdì scorso, quando Silvio
Berlusconi si è presentato allo studio 3 di Cinecittà per registrare la
puntata de "L'incudine", la trasmissione di Claudio Martelli. Che si
trattasse di una puntata speciale, la redazione del programma l'aveva
già capito: mandata in onda da Italia Uno abitualmente il giovedì dopo
la mezzanotte, grazie all'arrivo del premier la trasmissione veniva
eccezionalmente collocata nella prima serata di sabato, al posto del
film "Men in black" (e così velocemente da non lasciare neanche il
tempo a "Tv Sorrisi e Canzoni" di aggiornare i programmi).
Non solo, ma gli autori del programma - i più stretti collaboratori del
conduttore nella preparazione delle interviste - erano stati
insolitamente tenuti all'oscuro delle domande preparate da Martelli per
il premier. "Il presidente arriverà con la sua squadra", aveva
avvertito la segreteria di Berlusconi. Nessuno però aveva capito che in
quella squadra ci sarebbe stato anche il regista: Maurizio Spagliardi,
un professionista ingaggiato da Mediaset per "Il senso della vita" (che
evidentemente deve aver conquistato la piena fiducia del premier con la
puntata dedicata al suo amarcord familiare).
Il fatto è che non l'aveva capito neanche il regista della
trasmissione, Sergio Colabona (lo stesso di "Affari tuoi"), il quale
stava arrivando a Cinecittà quando è stato fermato da una telefonata
perentoria: "Non venire, non ce n'è bisogno". Gelo negli studi, grande
imbarazzo in cabina di regia, mentre Martelli - lasciando fuori dalla
porta gli autori, increduli e furenti - si chiudeva nel suo camerino
con Giorgio Mulè, il vice di Mauro Crippa al vertice della piramide
Mediaset dell'informazione. Poi è arrivato Berlusconi, con il resto
della squadra (da Paolo Bonaiuti, che faceva sì-sì o no-no da dietro le
quinte, a seconda degli argomenti toccati da Martelli, a Roberto
Gasparotti, il meticoloso curatore delle inquadrature presidenziali). E
Spagliardi, il regista "ad personam" ha dato il via alla registrazione.
Anche stavolta, come era già successo in tutte le altre trasmissioni
che avevano ospitato il Cavaliere, era tassativamente proibito il primo
piano: concesso, al massimo, qualche piano americano. E naturalmente
nessun cameraman s'è azzardato a puntare la telecamera sulle scarpe
dell'ospite (che hanno colpito tutti i presenti per l'altezza del tacco
e lo spessore del rialzo interno).
La trasmissione poi è andata come è andata. Due ore e mezzo di
interminabili sermoni berlusconiani, così pesanti che alla fine Mulè e
il regista si sono guardati in faccia sconsolati, domandandosi se ci
fosse un modo, magari col montaggio, di rendere un po' più commestibile
quel diluvio di parole. Non c'era, purtroppo. Nonostante il
dimezzamento delle interruzioni pubblicitarie - altra misura "ad
personam", del tutto inusuale per una rete commerciale - l'indomani
l'Auditel avrebbe registrato uno share del 7 per cento, che per gli
addetti ai lavori significa, in prima serata, "flop spettacolare". In
fondo, al regista "titolare" è andata bene: adesso è l'unico che può
dire "io non c'ero".
SPECTRE - LIVE AT LINUX CLUB - 22-2-2006
Attivi da oltre vent'anni, gli Ain Soph sono considerati i pionieri
del folk apocalittico, idolatrati nel mondo da tutta quella branca
del gothic rock che ha tessuto con la cultura dell'esoterismo legami
indissolubili.
Marcello Fraioli, in arte Spectre, vocalist e chitarrista della band
nonchè compositore dalla forte influenza sulla trasversalità musicale
degli AS, è da sempre attivo come solista (ha 'firmato' diversi
progetti sonori a nome SpectraElectric, Sex Voto, Marcello Fraioli,
tutti caratterizzati da imprevedibili commistioni tra il rock e
l'elettronica) e sta ora per partorire la sua più recente fatica:
"Mantra Voluntatis" sarà presentato al pubblico il 22 marzo al Linux
Club di Via Libetta, 15.
Spectre, a confermare la sua personalissima idea dell'art-rock, si
produrrà in un'inedita performance (acustico-elettronica-
videodidascalica, con tanto di Karaoke Underground)
così da accontentare chi da sempre apprezza la sua primaria attività,
quella di artista multimediale (pittura e videoarte sono da sempre i
suoi campi di appartenenza).

SPECTRE
"Mantra Voluntatis"
Cd - Ltd 1000
HR!SPQR VIII
The long awaited new album of Ain Soph will be release
as a solo project of the vocalist/guitarist Spectre.
One track feat. Albin Julius of Der Blutharsch!!!

CALLE DELLA MORTE
Peste `03
10"
HR!SPQR IX
Absolutly, NOT remastered , it will be re-released on 10" format
with new artwork and one unreleased song.
Black Vinyl , gatefold , ltd 250 hand numbered.
KANNONAU
Kannonau
Cd-r - Ltd 100
Misty Circles - MCR 61
Kannonau is a brand new band from the South of Italy ,
this cd-r released by Misty Circles is their absolut first appearence ,
with collaborations of The Green Man, Calle dellla Morte and The Well Of Sadness.
Cold and martial atmosphere mixed a sperimental neo folk.
Io non posso pensare MUSICA che non abbia ORIGINE TRAGICA.
( Schubert )
SALUTI DALLA DANIMARCA




Credo nel valore liberatorio della TRANCE attraverso la musica, non più per esorcizzare gli spiriti del male, bensì, simbolicamente, gli spiriti del XX secolo.
Tratto dalla rivista "MUZAK" pp.58-59


SALUTI DALLA DANIMARCA

SALUTI DALLA DANIMARCA





Interessante notizia tratta dal blog di Last Thule su un episodio di idozia e AutoRazzismo contro la nostra stessa cultura Occidentale.
Sicuramente da rifletterci senza farsi influenzare dalle posizioni politiche di ognuno di noi.
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Il maiale è un nobile animale. A me sta simpatico a prescindere: ha un musetto delizioso, grufola con simpatia, sguazza nel fango con entusiasmo fanciullesco; s'affeziona all'uomo, persino. Senza dimenticare che le sue nobilissime carni sfamano l'amico bipede con gusto e sano apporto calorico. E come non considerare che proprio a bordo dei maiali, per l'occasione riadattati da animali da fattoria a Siluri a Lenta Corsa, il meglio della gioventù che questo Paese abbia mai sfornato ha scritto nelle tiepide acque del Mediterraneo le pagine più belle, gloriose ed eroiche della nostra storia militare recente?
Insomma, Non si può proprio avercela col nobile maiale. Chi ce l'ha col maiale, chi lo calunnia, chi lo infama, lo fa semplicemente col recondito scopo di cancellare inconsciamente la parte suina che scorge in se stesso, rifiutandola. Vano tentativo, perché proprio, ah paradosso, nei metodi della lotta contro il maiale, emerge con più vivido fulgore la porcità di costoro.
La zuppa identitaria viene distribuita in Francia, ai poveri, da alcune organizzazioni di estrema destra. Zuppa di maiale, assolutamente deliziosa, nutriente, riscaldante in questi gelidi giorni d'inverno; ma da settimane, ormai, le istituzioni locali delle metropoli francesi come dei borghi di provincia inseguono i distributori di zuppa ai poveri, li fanno arrestare dalla polizia, sequestrano il cibo togliendolo letteralmente dalla bocca dei poveri: col motivo che la zuppa identitaria di maiale è, per l'appunto, identitaria, quindi razzista. Per via dei precetti religiosi, è esclusa dalla dieta di ebrei e musulmani, quindi la distribuzione andrebbe a sfamare soltanto i francesi per di più cristiani. Prima i nostri, poi gli altri, è il sacro principio che anima ogni iniziativa identitaria. Tu pensa che crimine.
Distrubuire zuppa di maiale ai poveri in Francia è reato (del resto, è pur sempre il paese dove è reato dire che nei lager nazisti sono morti cinque milioni novecentonovantanovemila novecentonovantanove ebrei: la cifra esatta è sei milioni, se no meglio da sei milioni a salire, l'importante è che non scendi, altrimenti sei nazista).
Sissignori, avete letto bene: la gente che distribuisce zuppa ai poveri viene arrestata, e la zuppa viene sequestrata dalle scodelle dei clochards mentre ancora questi cercano di buttarci le prime cucchiaiate disperate e sconfitte. Tutto con l'accusa di razzismo.
«Con la zuppa di maiale - ha commentato Roger Bonnivard, che guida a Parigi l'associazione "Solidarietà della Francia" - noi vogliamo tornare alle nostre origini. In ogni fattoria si uccide il maiale e si prepara la zuppa. Lo facevano i nostri antenati, lo facciamo noi».
Io sono fascista, signori, e ne traggo le dovute conseguenze: IO STO COI MAIALI. Quelli simpatici, però, quelli a quattro zampe, però, non quelli bipedi.
Maurizio Bianchi
Psychic TV
Jordi Valls (Vagina Dentata Organ)
SALUTI DALLA DANIMARCA




festival in paris:
The nice people of the association "Le Chantier", with the help of Cynfeirdd as well as the Gaë Bolg crew, are happy to announce their first independent and friendly music festival called "Le 1er Chantier Musical". This festival will take place the 5-6-7-8th of may 2006 at the nice venue "Le Chantier", 24 rue Hénard, 75012 Paris, FRANCE.
The website of the festival will be open officialy the 7th of february
This festival will invite during 4 days many bands (for many of them, their first time in Paris!), players and music lovers and will mix a large variety of style, music and people.
Friday the 5th of may will be a classical music day only with, amongst others (the complete program is to come later), the interpretation of the opera "Der Freischütz" of Carl Maria von Weber, with the ONCF orchestra conducted by... the maestro Gaë Bolg!
For the Friday the 6th, Saturday the 7th and Monday the 8th, the bands invited are:
- GAË BOLG for 2 different sets on 2 different days!!! The first set will be a "normal" set (with video and dances, as usual!), the second one will be a completely different megalomaniac set interpreted by the band, soloists, choir and orchestra, around 100 people on stage!!!
- CLAIR OBSCUR with orchestra!!! The famous French cult band is back with the orchestra of "Le Chantier"!!!
- VON MAGNET with a wind orchestra!!! A special creation for this occasion from this also famous French cult band!!!
- DANIELLE DAX, the famous underground diva for the first time solo in France!!!
- SHOCK HEADED PETERS, the return of this famous English cult band after some years of silence
- EVIL TWIN (ftg Karl Blake!), for the first time in France
- THE AMAL GAMAL ENSEMBLE, the new band of Steven Thrower of Coil!!!
- SEVEN PINES, for a new acoustic set
- HEKATE, the great German live band (who play sometimes with Gaë Bolg), for the first time in France
- LEISUR HIVES, the band of Maria Wellansz (who play violin in Sol Invictus)
- DAVID MELLOR, the return of this major English artist after many years of silence
- RICHARD MOULT, this multi-talented artist (he's also painter) have been discovered by David Tibet (Current 93) who consider him as one of the major artist of our time!
- DER BEKANNTE POST-INDUSTRIELLE TRUMPETER, this project of Flavio Rivabella (Mushroom's Patience) is certainly one of the most excited post-industrial project from Italy
- ARKKON, the solo project of David Knight (Lydia Lunch, Shock Headed Peters...), also for the first time in France
- HIDE AND SEEK, the French romantic pop-folk from Paris
- ORAISON, the neo-folk band form the south
- PILORI, the well-known romantic neo-folk band from Germany
- 2 WORLDS COLLIDE, the new and enthusiastic project of Clive Giblin (Alternative TV, Sol Invictus...)
- LE CHIENDENT, the dance company who have accompanied the Gaë Bolg Live Band during our last dates. They will do 3 creations (1 each day!) with friends and guests!!!
In addition to those bands, the chill out room will also received during the 3 days many chamber and vocal (classical) music recitals. And of course, good food, wine, and beer will be available during all the festival!!!
The complete program with all the details will be edited soon (expect around 7 bands each day). Of course, we'll inform you.
If you buy your ticket in advance, the price for the 4 days of the festival will be 58 Euros.
(Or, if you prefer to come only 1 or 2 days, the prices will be:
- Friday 5th of May: 10 Euros
- Saturday 6th of May: 24 Euros
- Sunday 7th of May: 24 Euros
- Monday 8th of May: 24 Euros)
www.chantier-musical.tk
19 FEBBRAIO 2006
CARNEVALE POST-CONTEMPORANEO
ore 21,00 - apertura con GRAN BUFFET
ore 22,30 - PRESENTAZIONE NUOVO CD
a seguire
CONCERTO POST CONTEMPORARY CORPORATION
con:
ZEKKINI – TESTI E VOCE
LUCA OLEASTRI – GROOVEBOX
GIULIO SANGIRARDI – CHITARRE
ROBERTO PASSUTI – FANTASMAGORIE SONICHE
dalle 24,00 - DJ SET EVABROWNSUGAR
(DARIO PARISINI)
MONDO BIZZARRO GALLERY
VIA REGGIO EMILIA 32 c/d
00198 ROMA
www.mondobizzarro.net
info@mondobizzarro.net
Tel. e Fax: 06 44247451
Titolo della mostra: KIBOSH
Artista: Terry Richardson
Sede: Mondo Bizzarro Gallery
e online www.mondobizzarro.net
Inaugurazione: sabato 4 febbraio 2006 ore 18.00 - 20.30
Periodo: 4 febbraio - 2 marzo 2006
Orari: dal lunedì al sabato ore 11.30 - 19.30
KIBOSH: VA IN SCENA LA TRASGRESSIONE
In mostra a febbraio alla Mondo Bizzarro Gallery, le fotografie più sexy del celebre Terry Richardson, fotografo-icona del fashion system internazionale e dell'arte contemporanea d'avanguardia. Pornografiche, eccessive, trasgressive fino al limite estremo, le opere di Richardson segnano un'innovazione nel campo della fotografia d'oggi rispecchiando forse l'ossessione per il reality show, frullata con una buona dose di umorismo demenziale alla Beavis and Butt-Head . Come altri famosi fotografi contemporanei quali Nan Goldin, Ed van der Elsken, Larry Clark o Wolfgang Tillmans, Richardson ama catturare il mondo degli amici e della gente che lo circonda per realizzare una serie intima di ritratti di vita, il cui amalgama costituisce altresì un'estemporanea autobiografia.
Che si tratti di amanti trasandati e distratti che si baciano e si succhiano i capezzoli a vicenda durante una festa in maschera, o di una banda di metallari che ruzzola sul prato, o ancora di stupidi scherzi tra nudisti in piscina, ciò che distingue Richardson dagli altri fotografi che lo hanno preceduto è la sua radicale e lasciva irriverenza. Accompagnato da una congenita vena punk, egli è costantemente in cerca di evasione e di provocazione, non conosce esitazioni né insicurezze nel confrontarsi con il cattivo gusto, si mostra deciso nel trasmettere un senso di gioia esilarante e, talora, di pura poesia.
La sua carriera inizia negli anni novanta con le campagne pubblicitarie di alcuni dei più prestigiosi marchi di moda: Yves Saint Laurent, Gucci, Levi's, Miu Miu, Hugo Boss e Costume National. Dal 1997, insieme all'art director Nikko Amandonico, si è occupato dell'immagine della Sisley (gruppo Benetton), per la quale ha creato una delle comunicazioni visive più spregiudicate mai viste in Italia.
Figlio di Bob Richardson, celeberrimo fotografo di moda degli anni '60 e della stilista Annie Lomax, Terry irrompe nella scena artistica internazionale nel 1997 con la mostra newyorkese "This Colors Don't Run" che coincide con la pubblicazione del suo primo libro "Hysteric Glamour". Seguono altre mostre in Giappone, in Europa e nuovi volumi di successo: "Son of Bob" nel 1999, "Feared by Men, Desired by Women" nel 2000, "Too Much" nel 2001, fino ad arrivare ai recenti Terryworld (pubblicato dal colosso dell'editoria Taschen) e "Kibosh" (Damiani editore), da cui è tratta la mostra romana.
Il Circolo della Vela, Vi consiglia la lettura di questa interessante rivista reperibile nelle
librerie Feltrinelli.
Il presente numero è dedicato per la maggior parte all'integralismo
cattolico, gruppi rock cristiani, fumetti cristiani, chincaglierie, papa boys, ecc.
C'è poi un bell'articolino dedicato alle musicassette e al loro recupero di memoria storica
La potete scaricare in pdf dal loro sito "http://www.catastrophe.it/"
Ossequi e Buona Lettura dal Visconte Von M.B.
utente anonimo in Bohémien: Dan...
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