AVANTI SI VADA!

Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

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Circolo Situazionista Futurista Passatista Dadaista di Musica Esoterica, Industriale, NeoFolk, Sperimentale,Concreta e Avanguardia Sonora.

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domenica, ottobre 29

Sarebbe difficile risalire all’origine della leggenda sulla morte di Paul Mc Cartney. Controversie sono anche le motivazioni per cui sia nata. Potrebbe essere stata una idea della casa discografica dei Betales, la Apple Records, a finici di marketing e pubblicitari, o solo uno scherzo giocato dai quattro baronetti a tutti i loro fan.

In ogni caso, il fattore scatenante di questa storia può essere fatto risalire al 1969, quando durante una trasmissione radiofonica della stazione WKNR di Detroit, il disc-jockey Russ Gibb riceveva la telefonata di un misterioso ascoltatore, tale “Alfred”, che sosteneva di conoscere un agghiacciante segreto della vita dei Beatles. Il fantomatico Alfred, in diretta radiofonica rivelò che Paul Mc Cartney era morto in un incidente stradale avvenuto il 9 Novembre 1966. 

In quel periodo, i Beatles erano impegnati nella realizzazione del’album che avrebbe dato una svolta alla storia del rock: Sgt. Pepper’s lonely hearts club band. Nel corso della telefonata, Alfred citò alcuni articoli tratti dal giornali inglesi, a proposito di un incidente avvenuto alle cinque del mattino del 9 Novembre 1966. Il guidatore dell’auto distrutta, completamente sfigurato, non era stato identificato. Ma secondo Alfred aveva un nome: Paul McCartney. Dopo quattro mesi dall’incidente, nel febbraio 1967, il fan club ufficiale dei Beatles lanciò, senza una apparente ragione, uno strano concorso: «Cerchiamo il sosia di Paul McCartney». Centinaia di persone, da ogni parte del mondo, spedirono la loro foto e si presentarono alle selezioni indette dal fan club. Il vincitore del concorso no fu però mai nominato....Perché? Forse per nasconderlo. Secondo il misterioso Alfred, infatti, il sosia di Paul fu trovato davvero, il quale, dopo “ritocchi” ai lineamenti e alla voce, ne prese il posto. L’industria discografica, dunque, avrebbe sostituito Paul con un sosia. Con la complicità di Lennon, Harrison e Starr. Sembra però che questo terribile segreto abbia generato una sorta di senso di colpa dalla band, a giudicare dai vari indizi lasciati sugli album e le canzoni. Indizi lasciati quà e là, per far trapelare un terribile segreto o per fare forse un simpatico scherzo a milioni di fan? 

Ad esempio, sulla copertina di Magical mistery tour (1967), Paul è l’unico a tenere una rosa nera invece di una rossa, ed inoltre, in una immagine di gruppo, sulla batteria di Ringo, troviamo la scritta «Love 3 Beatles » ...ma i Beatles non erano in 4 ? Sempre in Magical mistery tour, Paul e compagni indossano delle maschere. Una di esse raffigura un tricheco. Secondo la simbologia delle leggende nordiche (vecchia passione di Lennon) il tricheco rappresenta la morte. Quale, dei quattro Beatles indossava questa tetra maschera? La soluzione ci viene offerta da Lennon nella canzone Glass onion (The Beatles, 1968), in cui si dice : «Vi avevo parlato del tricheco. Ebbene, ecco un’altra pista per voi: il tricheco era Paul».Ma la canzone, a nostro avviso più diretta ed eloquente, perché così maledettamente inquietante è Strowberry fields forever (Magical mistery tour ,1967), dove, alla fine, dopo un pezzo strumentale psichedelico, Lennon sussurra «..I’ve buried Paul», «..Ho sepolto Paul». 

Cosa abbiamo quindi di fronte? Uno scherzo, una leggenda cruenta, o semplicemente un insieme di coincidenze? La maggior parte degli indizi, sono in effetti molto ambigui. Chi c’è dietro tutta questa storia? Tutti i Beatles hanno smentito, e Paul Mc Cartney ci sembra tutto fuorché morto.Una cosa è certa, però. Finché durerà il mito dei Beatles, durerà anche il mito della morte di Paul!
 
Sgt. Peppers lonely hearts...
© Capital R. È sicuramente l'album, che sia nella grafica, sia nelle canzoni, contiene più indizi degli altri. Sembra essere la rappresentazione "in codice" del funerale di Paul. Al centro, sulla sinistra, vediamo i quattro Beatles in versione "statue di cera " (dal museo di Madame Tussaud). Uno di essi, Ringo Starr, è vestito a lutto, ed è lo stesso Paul a consolarlo, mettendogli la mano sulla spalla. Lo sguardo di Ringo è rivolto verso la parte inferiore della copertina, dove spiccano varie composizioni tra cui notiamo una chitarra basso (strumento usato da Paul) con il manico rivolto dal verso dei mancini (come d'altronde lo era Paul), di crisantemi, classici fiori funebri. 

Guardiamo ora i Beatles. McCartney è l'unico a tenere uno strumento nero: l'oboe. Sopra la sua testa c'è una mano sospesa (che in alcune culture orientali è un simbolo di morte): è forse l'estremo saluto di addio? Il particolare più agghiacciante si trova però all'interno della copertina. Ed è la scritta "O.P.D." sul braccio di Paul. In Inghilterra, questa sigla sta per "Officially Pronounced Dead" (Ufficialmente dichiarato morto), viene usata nei casi di morte violenta quando non è possibile accertare l'identità del cadavere. 

In basso, sotto la "T" scritta coi fiori rossi, notiamo una statuetta della divinità indù Shiva, il distruttore, e notiamo che la sua mano indica McCartney. Tra l'altro, mentre gli altri tre Beatles sono posizionati a tre quarti, solo Paul è visto perfettamente di fronte, proprio come le sagome dietro di lui, quasi a far nascere il sospetto che anche lui sia una sagoma. Ed ecco un altro indizio particolarmente laborioso. Prendete uno specchietto e poggiatelo a metà della scritta "lonely hearts" sulla batteria. Potete notare che si forma una nuova scritta: "I ONEIX HE | DIE". "I ONE I" può essere letto come tre uno, riferiti ai tre beatle restanti. La croce può essere un riferimento al fatto che Paul è morto, segue poi una scritta inequivocabile: "He die", che letteralmente significa "lui morire".

Sul retro della copertina di Sgt. Pepper, e George Harrison, con il pollice della mano destra, indica una riga della canzone She's leaving home che dice: "Wednesday morning at 5 o'clock " , " Mercoledì mattina alle cinque", lo stesso orario del presunto incidente di Paul. Un ultimo indizio infine contenuto nell'album è presente nella canzone, A day in the life, dove un verso è particolarmente significativo: "Era una notizia triste, ma nonostante ciò ho dovuto ridere [...] Ha perso la vita in macchina, non si era accorto che era scattato il semaforo [...] Avevano già visto la sua faccia". Sempre nella foto nel retro dell'LP, Gorge, in rosso, compone con le dita una L, John, in verde, una V, Ringo, in rosa, una E. Paul, in blu, è l'anello mancante, è quindi il buco, ovvero una O, ed ecco che si compone la parola LOVE, amore.
 
The Butcher's Album
 
Il vero nome dell'album è "The Beatles Yesterday and Today", ma dall'immagine della copertina ne è derivato il nomignolo di "Butcher Album", l'album del macellaio. Questo disco, almeno nella versione che vedete, è rarissimo, poiché appena uscito in forma di lancio discografico, fu ritirato dal mercato, e fatto uscire con una copertina diversa, in seguito alle numerose lamentele dei benpensanti.
I primi indizi li troviamo nella copertina, dove la sanguinosa carne, unita alle bambole rotte, possono rappresentare la natura dell'incidente automobilistico di cui fu vittima Paul. Notate come Gorge Harrison tenga una testa della bambola vicina alla testa di Paul, a significare la decapitazione di Paul in seguito all'incidente.
Nella versione ufficiale, e quindi nella nuova copertina, troviamo ancora indizi. Notiamo che Paul è seduto dentro una cassa, delle fattezze di una bara, mentre gli altri sono tutti fuori.

Per quanto riguarda i testi dell'album, già nella mitica Yesterday possiamo trovare un, seppur labile, indizio: "I believe in yesterday, suddenly, I'm not half the man I used to be, there's a shadow hanging over me. Yesterday came suddenly...". Paul non è più lui, o per lo meno non è quello che pensa di essere.
In Nowhere Man, ascoltiamo: "you don't know what you're missing, nowhere man can you see me at all?". Paul non è più vivo, e ora si trova sepolto; da lì non riesce a vedere più niente, più nessuno.
 
Abbey Road
 
© Capital R.Nella copertina è l'unico ad essere scalzo e ad avere gli occhi chiusi, ed inoltre tiene una sigaretta con la mano destra,nonostante Paul è notoriamente mancino. Nella processione lungo la strada John rappresenta il prete (o Dio stesso), Ringo rappresenta il becchino, Paul il deceduto, e George è l'altro becchino. Mentre tutti gli altri hanno la gamba sinistra in avanti e la destra dietro, Paul è l'unico ad avere le gambe posizionate al contrario. Sul lato destro della strada è parcheggiata un ambulanza o un carro funebre. 

Sul alto sinistro è parcheggiato un Maggiolone, sulla targa leggiamo "LMW 28IF", secondo molti la targa significherebbe "Linda Mc cartney Weeps (Linda Mc Cartney piange)" e "28 If" sarebbe relativo al fatto che se Paul fosse stato vivo, nell'anno di uscita del disco avrebbe avuto 28 anni.
 
Yellow Submarine
 
Notiamo subito, come avevamo visto nell'album precedente, che sopra la testa di Paul c'è una mano, che secondo alcune teorie è spesso simbolo di morte o di disgrazia.
E' interessante qui notare proprio la figura del sottomarino. Già nella copertina, potrebbe dare l'impressione che sia sepolto nella collinetta sormontata dai musicisti. Se quindi accostiamo l'immagine del sottomarino a quella della bara, notiamo che la similitudine regge anche durante la canzone. "Il cielo è blu, il mare verde…", viene cantato, e se il sottomarino è una bara, il suo mare è la terra, e quindi il verde dell'erba. Ecco quindi che "la terra dei sottomarini", può apparire anche come un cimitero. Inoltre, alla fine di "All you need is love", se ascoltiamo con attenzione, John Lennon sussurra "Yes he's dead… we loved you yeah yeah yeah". E in Northern Song "When you are listening...you may think that the band is not quite right... the band is a little dark and out of key, you're correct, there's nobody there". "Mentre ascolti.. potresti pensare che la band non è tranquilla… la band è un po' giù e fuori chiave, hai ragione, non c'è nessuno là".

Postato da: CircoloDellaVela a 01:05 | link | commenti |

martedì, ottobre 10

http://www.losingtoday.com

MANTRA VOLUNTATIS

SPECTRE
MANTRA VOLUNTATIS
(Hau Ruck!/SPQR)

Non stupirebbe sapere che Marcello Fraioli alias Spectre, voce dei romani Ain Soph, si sia ispirato a Giovanni Lindo Ferretti e ai suoi CCCP per comporre la canzone che da il titolo al suo primo disco solista. “Mantra Voluntatis” e’ una litania recitata in latino su di una base rock che non avrebbe sfigurato sul secondo disco dei C.S.I. “Linea Gotica”. La seguente “House Of The King” riprende le atmosfere folk del disco della ‘svolta’ degli Ain Soph “Oktober”. E quello appena descritto non e’ lo scarto maggiore che si ascolta su “Mantra Voluntatis”, perche’ gia’ subito dopo, il terzo brano, e’ una indescrivibile versione italiana di “Melody” di Serge Gainsbourg. Capito lo spiazzamento? E non finisce qui. “Signore Non Son Degno” e’ pura psichedelia folle alla Julian Cope. “Wharol I” e “Apocalypse” sono, invece, brani degli Ain Soph a tutti gli effetti, con il loro carico di oscura sperimentazione. Su “Next Time” c’e’ persino Albin Julius dei Der Blutharsch a ribadire amicizie e valori del gruppo romano.
ROBERTO MANDOLINI

Postato da: CircoloDellaVela a 23:59 | link | commenti |

http://www.feindesland.de/

Kompromisslos innovativ!


Es gibt Releases, da würde ich als Rezensent am Liebsten in der Überschrift, im Texthauptteil und im Fazit, den gleichen Satz reinschreiben und zwar mit folgendem Wortlaut: "Eine unbeschreibliche Veröffentlichung!". Bei den Punkten würde ich zweimal 15 Punkte vergeben und fertig ist die kürzeste Review im Feindesland.de. Für mich sicherlich die einfachste Variante, aber Euch unserer Leserschaft wäre damit nicht gedient, ihr wüsstet dadurch immer noch nicht, in welchen inhaltlichen und musikalischen Gefilden sich diese CD bewegt.

Das gute Stück, welches im Digipack kommt, ist auf dem Label Hau Ruck SPQR erschienen, welches für die geneigte Kundschaft mit formidablen Veröffentlichungen aufwartet. Das Label hat eine sehr gute Auswahl an Projekten zu bieten, die alle in das geschmiedete Konzept passen. Ohne Frage, wer ausgefallene bzw. extravagante Musik aus Italien sucht kommt an Hau Ruck SPQR nicht vorbei. Die dort angebotene Kunst ist bestimmt nicht für den Geschmack der breiten Masse in der Neofolk Szene geeignet, aber sicherlich für Liebhaberinnen und Liebhaber ein hell leuchtender Anlaufpunkt im Genre.

Inhaltlich kann ich Euch nicht viel über dieses Release berichten, leider bin ich nicht der italienischen Sprache mächtig und somit bleiben mir viele niedergeschriebene Dinge im Digipack ein Rätsel. Soviel konnte ich für Euch herausfinden, ein Inspirationsquelle war bzw. ist Andy Warhol (1928 - 1987) der berühmte amerikanische Künstler, Filmemacher und Verleger, einer der bedeutendsten Mitbegründer der Pop Art in Amerika.

Wo der Tonträger bei mir eintrudelte, fiel mir sofort ein Aufkleber auf dem Digipack auf, mit der Aufschrift: "The first solo project of the AIN SOPH singer". Der erste Gedanke, mir zu Kopf stieg war: "Bestimmt ist dieses Werk sehr stark an die vergangenen Arbeiten von Ain Soph angelehnt." Meine Intuition hatte mich fehlgeleitet, mir wurde eine hochinteressante Mischung aus verschiedensten Musikstilen geboten, es wird definitv kein Einheitsbrei geboten, sondern anspruchsvolle Tonkunst. Diese Art von Musik in Worte zu fassen, ist eine große Herausforderung für jede Rezensentin bzw. für jeden Rezensenten. Die hervorstechenden Einflüsse sind Rock, Rock 'N' Roll, folkige Gitarrenläufe, italienische Folklore und dezente elektronische Klänge im Hintergrund. Hier wird Abwechslung in Reinkultur geboten, jegliche Normen werden gesprengt bzw. aufgelöst um dieses phänomenale Endergebnis zu erreichen. Um Euch die Vielseitigkeit des Albums "Mantra Voluntatis" besser zu verdeutlichen, habe ich mich entschieden drei Tondokumente für Euch genauer unter die Lupe zu nehmen. Der gleichnamige Opener "Mantra Voluntatis" ist das Zusammenspiel von folkigen Gitarrenläufen, leichten Percussions, einer starken Basslinie im Hintergrund und der einmaligen Stimmlage von Spectre. Diese Kombination ergibt einen wundervoll melancholisch treibenden Song, der sich schnell als Ohrwurm im Gehörgang festsetzt. Das Stück "Maine Ehe (Reprise)" ist getragen von verzerrten Gitarren im Hintergrund, im Vordergrund wirbelt eine neofolktypische Gitarre, die von einer elektronischen Untermalung begleitet wird. Das die Italiener eine große Affinität zur deutschen Sprache haben, wird in diesem Lied sehr deutlich, der Text wird in der deutschen Sprache von Stephanie Donnet vorgetragen. Eine wundervolle psychedelische Nummer, die schnell auf das Gemüt der Zuhörerschaft schlagen dürfte. Der musikalische Reißer "La Lunga Via" zeigt deutlich das italienische Lebensgefühl und lädt zum Träumen ein. Nehme jeder seine Freundin oder seinen Freund an die Hand und schlendere mit ihr oder ihm die lange Straße bei Nacht entlang, so ungefähr müsste die Intention sein. Ganz große handwerkliche Gitarrenarbeit wird der Hörerschaft geboten, die ein wenig an die italienische Folklore erinnert.

Wer eine sehr abwechslungsreiche Veröffentlichung im extravaganten Musikbereich sucht, dürfte an "Mantra Voluntatis" nicht vorbei kommen. Wer absolut nicht auf italienische Musik steht sollte hier aber unbedingt die Finger von lassen. Für mich persönlich gehört Spectre mit diesem Meisterwerk, in diesem Jahr ganz klar in die Top 5 der besten Releases im anspruchsvollen Neofolk Genre.

Ein kleiner Nachsatz zum Thema mitwirkende Künstler, der "durchgeknallte Österreicher" Albin Julius hat bei dem Stück "Next Time" den Chorus komponiert und eingespielt, eine schöne rockige Ansage, die sofort in die Beine fährt und zum Tanzen auffordert. Der Gesang ist zwar völlig schief, aber es passt ins Konzept dieser abgedrehten CD.

Fazit:
Wer auf abgefahrene italienische Musik steht, muss diese CD sein Eigentum nennen. Kompromisslos innovativ, dürfte wohl die richtige Bezeichnung für "Mantra Voluntatis" sein. Ain Soph war nie so meine Wellenlänge, aber dieses Album ist für mich ein wahrer Ohrenschmaus, das noch oft in den Schacht meines CD - Abspielgerätes wandern wird.

Bewertung:
Punkte (Innovation): 15 von 15
Punkte (Gesamt): 15 von 15

Weitere Informationen unter:
Spectre


Hauruck S.P.Q.R.


Postato da: CircoloDellaVela a 23:55 | link | commenti |

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