Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

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È sicuramente l'album, che sia nella grafica, sia nelle canzoni, contiene più indizi degli altri. Sembra essere la rappresentazione "in codice" del funerale di Paul. Al centro, sulla sinistra, vediamo i quattro Beatles in versione "statue di cera " (dal museo di Madame Tussaud). Uno di essi, Ringo Starr, è vestito a lutto, ed è lo stesso Paul a consolarlo, mettendogli la mano sulla spalla. Lo sguardo di Ringo è rivolto verso la parte inferiore della copertina, dove spiccano varie composizioni tra cui notiamo una chitarra basso (strumento usato da Paul) con il manico rivolto dal verso dei mancini (come d'altronde lo era Paul), di crisantemi, classici fiori funebri.
Guardiamo ora i Beatles. McCartney è l'unico a tenere uno strumento nero: l'oboe. Sopra la sua testa c'è una mano sospesa (che in alcune culture orientali è un simbolo di morte): è forse l'estremo saluto di addio? Il particolare più agghiacciante si trova però all'interno della copertina. Ed è la scritta "O.P.D." sul braccio di Paul. In Inghilterra, questa sigla sta per "Officially Pronounced Dead" (Ufficialmente dichiarato morto), viene usata nei casi di morte violenta quando non è possibile accertare l'identità del cadavere.
In basso, sotto la "T" scritta coi fiori rossi, notiamo una statuetta della divinità indù Shiva, il distruttore, e notiamo che la sua mano indica McCartney. Tra l'altro, mentre gli altri tre Beatles sono posizionati a tre quarti, solo Paul è visto perfettamente di fronte, proprio come le sagome dietro di lui, quasi a far nascere il sospetto che anche lui sia una sagoma. Ed ecco un altro indizio particolarmente laborioso. Prendete uno specchietto e poggiatelo a metà della scritta "lonely hearts" sulla batteria. Potete notare che si forma una nuova scritta: "I ONEIX HE | DIE". "I ONE I" può essere letto come tre uno, riferiti ai tre beatle restanti. La croce può essere un riferimento al fatto che Paul è morto, segue poi una scritta inequivocabile: "He die", che letteralmente significa "lui morire".
Nella copertina è l'unico ad essere scalzo e ad avere gli occhi chiusi, ed inoltre tiene una sigaretta con la mano destra,nonostante Paul è notoriamente mancino. Nella processione lungo la strada John rappresenta il prete (o Dio stesso), Ringo rappresenta il becchino, Paul il deceduto, e George è l'altro becchino. Mentre tutti gli altri hanno la gamba sinistra in avanti e la destra dietro, Paul è l'unico ad avere le gambe posizionate al contrario. Sul lato destro della strada è parcheggiata un ambulanza o un carro funebre. 
SPECTRE
MANTRA VOLUNTATIS
(Hau Ruck!/SPQR)
Non stupirebbe sapere che Marcello Fraioli alias Spectre, voce dei romani Ain Soph, si sia ispirato a Giovanni Lindo Ferretti e ai suoi CCCP per comporre la canzone che da il titolo al suo primo disco solista. “Mantra Voluntatis” e’ una litania recitata in latino su di una base rock che non avrebbe sfigurato sul secondo disco dei C.S.I. “Linea Gotica”. La seguente “House Of The King” riprende le atmosfere folk del disco della ‘svolta’ degli Ain Soph “Oktober”. E quello appena descritto non e’ lo scarto maggiore che si ascolta su “Mantra Voluntatis”, perche’ gia’ subito dopo, il terzo brano, e’ una indescrivibile versione italiana di “Melody” di Serge Gainsbourg. Capito lo spiazzamento? E non finisce qui. “Signore Non Son Degno” e’ pura psichedelia folle alla Julian Cope. “Wharol I” e “Apocalypse” sono, invece, brani degli Ain Soph a tutti gli effetti, con il loro carico di oscura sperimentazione. Su “Next Time” c’e’ persino Albin Julius dei Der Blutharsch a ribadire amicizie e valori del gruppo romano.
ROBERTO MANDOLINI
Kompromisslos innovativ!
Es gibt Releases, da würde ich als Rezensent am Liebsten in der Überschrift, im Texthauptteil und im Fazit, den gleichen Satz reinschreiben und zwar mit folgendem Wortlaut: "Eine unbeschreibliche Veröffentlichung!". Bei den Punkten würde ich zweimal 15 Punkte vergeben und fertig ist die kürzeste Review im Feindesland.de. Für mich sicherlich die einfachste Variante, aber Euch unserer Leserschaft wäre damit nicht gedient, ihr wüsstet dadurch immer noch nicht, in welchen inhaltlichen und musikalischen Gefilden sich diese CD bewegt.
Das gute Stück, welches im Digipack kommt, ist auf dem Label Hau Ruck SPQR erschienen, welches für die geneigte Kundschaft mit formidablen Veröffentlichungen aufwartet. Das Label hat eine sehr gute Auswahl an Projekten zu bieten, die alle in das geschmiedete Konzept passen. Ohne Frage, wer ausgefallene bzw. extravagante Musik aus Italien sucht kommt an Hau Ruck SPQR nicht vorbei. Die dort angebotene Kunst ist bestimmt nicht für den Geschmack der breiten Masse in der Neofolk Szene geeignet, aber sicherlich für Liebhaberinnen und Liebhaber ein hell leuchtender Anlaufpunkt im Genre.
Inhaltlich kann ich Euch nicht viel über dieses Release berichten, leider bin ich nicht der italienischen Sprache mächtig und somit bleiben mir viele niedergeschriebene Dinge im Digipack ein Rätsel. Soviel konnte ich für Euch herausfinden, ein Inspirationsquelle war bzw. ist Andy Warhol (1928 - 1987) der berühmte amerikanische Künstler, Filmemacher und Verleger, einer der bedeutendsten Mitbegründer der Pop Art in Amerika.
Wo der Tonträger bei mir eintrudelte, fiel mir sofort ein Aufkleber auf dem Digipack auf, mit der Aufschrift: "The first solo project of the AIN SOPH singer". Der erste Gedanke, mir zu Kopf stieg war: "Bestimmt ist dieses Werk sehr stark an die vergangenen Arbeiten von Ain Soph angelehnt." Meine Intuition hatte mich fehlgeleitet, mir wurde eine hochinteressante Mischung aus verschiedensten Musikstilen geboten, es wird definitv kein Einheitsbrei geboten, sondern anspruchsvolle Tonkunst. Diese Art von Musik in Worte zu fassen, ist eine große Herausforderung für jede Rezensentin bzw. für jeden Rezensenten. Die hervorstechenden Einflüsse sind Rock, Rock 'N' Roll, folkige Gitarrenläufe, italienische Folklore und dezente elektronische Klänge im Hintergrund. Hier wird Abwechslung in Reinkultur geboten, jegliche Normen werden gesprengt bzw. aufgelöst um dieses phänomenale Endergebnis zu erreichen. Um Euch die Vielseitigkeit des Albums "Mantra Voluntatis" besser zu verdeutlichen, habe ich mich entschieden drei Tondokumente für Euch genauer unter die Lupe zu nehmen. Der gleichnamige Opener "Mantra Voluntatis" ist das Zusammenspiel von folkigen Gitarrenläufen, leichten Percussions, einer starken Basslinie im Hintergrund und der einmaligen Stimmlage von Spectre. Diese Kombination ergibt einen wundervoll melancholisch treibenden Song, der sich schnell als Ohrwurm im Gehörgang festsetzt. Das Stück "Maine Ehe (Reprise)" ist getragen von verzerrten Gitarren im Hintergrund, im Vordergrund wirbelt eine neofolktypische Gitarre, die von einer elektronischen Untermalung begleitet wird. Das die Italiener eine große Affinität zur deutschen Sprache haben, wird in diesem Lied sehr deutlich, der Text wird in der deutschen Sprache von Stephanie Donnet vorgetragen. Eine wundervolle psychedelische Nummer, die schnell auf das Gemüt der Zuhörerschaft schlagen dürfte. Der musikalische Reißer "La Lunga Via" zeigt deutlich das italienische Lebensgefühl und lädt zum Träumen ein. Nehme jeder seine Freundin oder seinen Freund an die Hand und schlendere mit ihr oder ihm die lange Straße bei Nacht entlang, so ungefähr müsste die Intention sein. Ganz große handwerkliche Gitarrenarbeit wird der Hörerschaft geboten, die ein wenig an die italienische Folklore erinnert.
Wer eine sehr abwechslungsreiche Veröffentlichung im extravaganten Musikbereich sucht, dürfte an "Mantra Voluntatis" nicht vorbei kommen. Wer absolut nicht auf italienische Musik steht sollte hier aber unbedingt die Finger von lassen. Für mich persönlich gehört Spectre mit diesem Meisterwerk, in diesem Jahr ganz klar in die Top 5 der besten Releases im anspruchsvollen Neofolk Genre.
Ein kleiner Nachsatz zum Thema mitwirkende Künstler, der "durchgeknallte Österreicher" Albin Julius hat bei dem Stück "Next Time" den Chorus komponiert und eingespielt, eine schöne rockige Ansage, die sofort in die Beine fährt und zum Tanzen auffordert. Der Gesang ist zwar völlig schief, aber es passt ins Konzept dieser abgedrehten CD.
Fazit:
Wer auf abgefahrene italienische Musik steht, muss diese CD sein Eigentum nennen. Kompromisslos innovativ, dürfte wohl die richtige Bezeichnung für "Mantra Voluntatis" sein. Ain Soph war nie so meine Wellenlänge, aber dieses Album ist für mich ein wahrer Ohrenschmaus, das noch oft in den Schacht meines CD - Abspielgerätes wandern wird.
Bewertung:
Punkte (Innovation): 15 von 15
Punkte (Gesamt): 15 von 15
Weitere Informationen unter:
Spectre
Hauruck S.P.Q.R.
utente anonimo in Bohémien: Dan...
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