Il blog del movimento situazionista Circolo della Vela, in guerra perenne per il trionfo del Bello.

Circolo Situazionista Futurista Passatista Dadaista di Musica Esoterica, Industriale, NeoFolk, Sperimentale,Concreta e Avanguardia Sonora.
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Recensione tratta da: http://www.darkroom-magazine.it
EGIDA AUREA
"Storia Di Una Rondine"

(Wolf Age/Hau Ruck! SPQR)
Time: (17:12)
Rating : 9
Capitanati da Diego Banchero, già mastermind dei Recondita Stirpe, gli Egida Aurea sono un progetto di cui pochi si sarebbero immaginati la nascita. Provenienti da Genova, città che ha dato i natali anche agli Ianva, condividono con la band di Mercy e Stefania D'Alterio la capacità di fondere in modo eccezionale la tradizione e l'immaginario musicale dell'Italia del passato con le venature del filone neofolk europeo ormai al tramonto, oltre a testi intensi che riescono a dare emozioni e suscitare forte interesse in un orizzonte divenuto piuttosto povero di idee. I punti di partenza per la costruzione di "Storia Di Una Rondine" risiedono nelle chitarre (classica e acustica) e nelle percussioni insistenti e potenti; a ciò vanno aggiunti gli importanti inserimenti di fisarmonica e harmonium, veri e propri punti di collegamento tra un universo antico e l'attualità. Di grande impatto è anche la voce di Carolina Cecchinato, che modifica i luoghi comuni dello stile marziale (a cui il CD può essere in parte collegato), di solito appannaggio di voci maschili. Il lato guerresco, che ha larga parte in questo lavoro, è profondamente distante dalle modalità espressive della scena internazionale: ciò è dovuto ad una musica suonata (e non campionata) e a motivi bellici strutturati sulla falsariga di quanto iniziò a fare anni or sono la Camerata Mediolanense. Pezzo trainante del lavoro è la title-track, in grado di fondere una melodia penetrante con un testo che riassume una fierezza antica e per sempre perduta: ne risulta un brano che tocca insieme eroicità e malinconia. Meno poetici ma comunque immensi sono anche i restanti tre brani, tutti caratterizzati da una musica che potrebbe essere accostata ad antichi inni di guerra, sia partendo da cori e voci intrecciate ("L'Ottobre Nero Di Mosca") che recuperando ritmiche roboanti, che ricordano i guerrieri di un lontanissimo passato come in "Theos Aniketos", pezzo non esente da retaggi new wave, ma anche in "Il Giorno Delle Chimiche Brume", brano già apparso in una compilation on-line. Data l'importanza e la valenza dei testi è un chiaro limite l'assenza di un libretto, considerando anche la non sempre facile comprensione delle parole quando i nostri ricorrono ai cori ("L'Ottobre Nero Di Mosca" e "Theos Aniketos"). "Storia Di Una Rondine" irrompe nel panorama musicale con l'irruenza di un incrociatore pesante: senza intellettualismi e senza mezze misure, gli Egida Aurea mettono insieme in meno di venti minuti un lavoro centrale per capire come si sta evolvendo il (neo)folk marziale, che trova in vari progetti italiani nuova linfa vitale e un orizzonte oltremodo stimolante.
Michele Viali
http://www.myspace.com/wolfagerecords/
Recensione tratta da Ascension Magazine N°17 (inverno 2007/08)
AIN SOPH
"KSHATRIYA"
CD - HR!SPQR
"KSHATRIYA", un disco originariamente pubblicato su vinile nell'ormai lontano 1988, rappresenta il canto del cigno del periodo ritualistico ed esoterico di uno dei progetti sonori più anticonvenzionali a cui abbia mai dato i natali la nostra italietta oscura; gli Ain Soph!
Confezionato in un elegantissima confezione digipack dove prevalgono tinte come il bianco e il nero, impreziosito dall'aggiunta di una nuova intro composta appositamente per questa ristampa, "KSHATRIYA" rivive oggi la sua seconda giovinezza.
"KSHATRIYA" è una delle pagine più misteriose ed importanti della storia dell'underground sonico italiano.
Un lavoro dove oscuri mantra sonori si intersecano con attimi di nervoso rumorismo episodi di immensa sacralità e cori sepolcrali, in cui si giunge ad un grado di comunicavità che affascina per il suo carattere subliminale.
"KSHATRIYA" è per certi aspetti la fascinazione di quel connubio tra musica ed esoterismo, strada tentata da molti, ma che pochi sono riusciti a percorrere.
Una parata di suoni scarni e minimali che, considerando anche i suoi 20 anni di vita , rimane un punto saldo nell'evoluzione della cultura post-industriale italiana.
Questo è il testamento della prima fase Ain Soph, quella più sinistra e squisitamente dark ma non per questo meno interessante della successiva evoluzione cantautorale abbracciata dal combo romano, capace di reggere ancora il confronto con il tempo e di splendere della luce di ombre inquietanti.
( ALEX DANIELE )
RockeRilla 15 Febbraio - 15 Marzo 2008
V/A - Circolo della Vela Vol.5
Dischi del Circolo
8/10
L'ultimo arrivato nella flotta del circolo è il "Volume 5", una nave da combattimento equipaggiata di ben 16 formazioni scelte ed altrettanti blitz sonici, compreso ClauDEDI che presenzia con Lele Lituri a nome M.E.M. (Musica Elettronica Morta).
A brillare forte qui è Spectre con il suo art-pop psichedelico "Lella", sebbene tutti i partecipanti siano degni di nota, fra questi i fiori ribelli Egida Aurea, Recondita Stirpe e Avant-Garde, i cuori punk Black Bodies e La Casa Rosa Confetto, i titani del power-noise visionario Bahntier, Necrophonie, Cash from Kaoss e Arte Immunda, i techno-arditi Tour de Force e AmiKristi and the Bad Sisters.
Spaziali poi le trip-alchimie dei The Growing Crystal lab, M.E.M. e Mushy Vs Peter M., senza infine dimenticarci di Mr. Mo Blob e il suo R'n'R frantumato...e fumato.
(Aldo Chimenti)
RockeRilla 15 Febbraio - 15 Marzo 2008
V/A - Circolo della Vela Vol.4
Dischi del Circolo
7/10
Il Veliero del Circolo della Vela torna a solcare i mari della musica non conforme spezzando il silenzio nel quale da circa due anni aveva mollato gli ormeggi.
Il nuovo sampler giunge quindi a sancire la ripresa delle regate e dell'epopea sonica promossa dal nostro corsaro nero preferito ClauDEDI.
Il "Volume 4" è un brigantino ricolmo di cose pazze, forse il capitolo più ostico ed irriverente di tutta l'esperienza del Circolo, portato al termine con il contributo di 13 bande di velisti killer, tra franchi tiratori rumoristi (Cabaret Lunaire, Joseph P., 19q, 45k, 78wx & Yugin), eretici militanti (Forenovis, Elle Asdee, Eranot), terror-cybernauti (Siamese Twins), 17y, Peter M.) e cantori maledetti (This is the Balck Hole of a White Girl, Andrea Evangelisti), all'arrembaggio!
(Aldo Chimenti)

Recensione tratta dalla rivista Rumore #193 Febbraio 2008
Un numero di suoni crescente si insinuano nella nostra dieta quotidiana, macro e microproduzioni ci allettano via adsl o giungono inaspettate nella buca delle lettere.
E' il caso dei volumi 4 e 5 di Circolo della Vela, serie antologica prodotta a Roma dall'omonima e misteriosa associazione ( cercatela su MySpace).
I due Cd-r, eterogenei al limite della schizofrenia, riguardano artisti perlopiù italiani, esordienti o poco noti.
Si va dall'elegante elettro-pop anni 80 di Siamese Twins e Tour de Force al tributo a Stockhausen di Joseph P., transitando per pop-rap in romanesco (Andrea Evangelisti) e balalte decadenti (Egida Aurea), power electronics e M.E.M. (Musica Elettronica Morta), Dada esoterico e rockabilly lo-fi.
Tra le 29 tracce, ruspanti curiosità per tutti i gusti.
(Vittore Baroni)
Quando tutti pensavano che il Veliero del Circolo della Vela fosse naufragato in tempestosi mari, dopo due lunghi anni di assenza dalle scene eccolo tornare di nuovo a navigare “Avanti Tutta“ con due nuove compilation tesseramento Velisti 2005 e 2006 con all’interno quello che noi consideriamo attualmente gli artisti e i gruppi più interessanti dell’underground italiano.
Troverete ancora una volta selezionati , come è nostra usuale consuetudine i generi musicali più eterogenei a firma di artisti conosciuti e altri totalmente da scoprire, ma quanti di quei nomi presenti sulle passate compilations del CdV ora sono apprezzati e riconosciuti dall’ambiente musicale?, scommettiamo che anche da queste due nuove raccolte usciranno nomi che brilleranno in un futuro prossimo di luce propria?
Naturalmente noi non ci riteniamo di essere dei scopritori di talenti ma possiamo vantarci senza falsa modestia di avere buone orecchie, il merito è, e resta unicamente tutto degli artisti, noi li possiamo solo ringraziare per averci fatto dono di un loro brano.
Avanti si Vada
Ossequi dal Circolo della Vela.
Circolo della Vela Vol.4
01) Siamese Twins - Run on my skin
02) Forenovis - un esercito di uomini puri
03) Cabaret Lunaire - Bone Narrow -
04) Joseph P. - Telenoizen ( omaggio a Stockhausen )
05) 17y - OrroreIdillioDiniego
06) 19q - r_o_oster_potat_o__10000_120_1300_6_
07) 45k - Zoe
08) 78wx & Yugin - Sugar Machin 6
09) Elle Asdee - Debello un Gallico
10) Eranot - Valerie
11) Peter M. - KPR+MS20+POLY61+Lexicon
12) This is the Black Hole of White Girl - 1.58
13) Andrea Evangelisti - Ma che te fumi (Remix)
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Circolo della Vela Vol.501) Storia di una rondine - Egida Aurea
02) The Falling Sun - Recondita Stirpe
03) Lella – Spectre
04) CandyMan (Live in
05) m11.10.9.3.11.m8 – Necrophonie
06) D’inverno (Live in
07) Ocean C - Tour de Force
08) Si Lo Sò (EuroTrashRemix) - AmiKristi and the BadSisters
09) Rivolta – BlackBodies
10) Transylvanian Rock - Mr.Mo Blob
11) Scienze Discovery #5 - The Growing
12) Slate of ancestry - Mushy Vs Peter M.
13) Ricercando Curran - M.E.M. (Musica Elettronica Morta)
14) Kaoss from Cash - Cash from Kaoss
15) Angels Fight - Art Immunda
16) Il tunnel -
Recensione tratta da http://www.mentenebre.com/
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Antes de desgranar el contenido musical del CD hemos de ponernos en antecedentes: situación en el espacio y en el tiempo. Lugar: Génova. Antecedentes: Egida Aurea es un proyecto nuevo, incubado en 2006, aunque sus miembros provienen fundamentalmente de Recondita Stirpe, aparte de otros proyectos como Malombra, Il Segno del Comando y Zess. En el sustrato de Egida Aurea están las diversas y ricas tradiciones europeas, fundamentalmente las mediterráneas, que muestran tanto en sus letras como en su instrumentación, a las que dan un énfasis con una particular forma de vocalización siguiendo la tradición del canto italiano. Para dejarlo claro desde un principio, su ideario no tiene trasfondo político alguno, basando por lo tanto su compromiso en la recuperación cultural como seña de identidad.
'Storia di una Rondine', que da título al CD, es una canción magistral. Es larga y se divide en varias partes perfectamente diferenciables donde, como decimos, la voz es la que manda, y sus variaciones de entonación, de ritmo y de registro hacen que te cale muy hondo. Es un tema riquísimo en matices, una verdadera delicia. Recensione tratta da http://www.vampiri.net/
Recondita stirpe
di Gabrielle de Lioncourt
Non sono una "critica musicale" e neppure capisco molto di musica, come dico spesso vado a "pelle" quello che mi colpisce di questo CD � la voce calda sensuale e malinconica su una musica dura, marziale che "stona" con essa. Proprio questo stridente contrasto, accompagnato dalla tromba che ricorda i vecchi film di Sergio Leone sono gli ingredienti che mi hanno fatto apprezzare queste canzoni.
Ma non c'è tensione in questo suono, semmai rassegnazione e tormento.
Nella main song, Devotion, non siamo all'inizio di un duello con le pistole sotto il sole cocente, ma ci troviamo con la mente di fronte alla conta dei cadaveri, all'immagine di un forte Alamo distrutto, ascoltando il lamento dei moribondi, passeggiando accanto ad essi respirando l'odore del sangue.
I Recondita Stirpe riescono in questa opera "evocativa" in cui si sente fortemente la mano ispiratrice del "maestro" Ennio Morricone.
Ai più può sembrare una scelta "strana", non propriamente "dark", ma chi scrive vuole enfatizzare le immagini evocate dai brani di questo combo genovese che si affaccia sulla scena musicale dopo significative e importanti esperienze dei suoi componenti.
Inoltre è da apprezzare la componente strumentistica, numerosa e variegata che non toglie nulla al senso di oppressione, tutt'altro, lo valorizza in qualcosa di, se non proprio nuovo, quantomeno originale nel rapimento dell'ascoltatore in questa passeggiata marziale e cadenzata.
Un pezzo come questo sicuramente fa pensare alla maggior parte degli ascoltatori che di "gothic" ne esiste più di un tipo.
Eppure, resta l'unico termine per classificare un tipo di atmosfera semplice, ma carica di sensazioni e malinconia che pochi pezzi riescono ad esprimere.
Il lavoro dei Recondita Stirpe è sicuramente per intenditori, per chi sa apprezzare la ricerca di atmosfere e il tocco quasi "popolare" che questi musicisti hanno voluto dare alle loro creazioni.
La ricerca dell'assonanza delle due voci con una musica resa volutamente ripetitiva che tende a trasportare l'ascoltatore, lascia trasparire uno studio alla base del folk-goth della band genovese, studio che si radica nelle usanze e nelle sonorità dei popoli europei, non disdegnando una composizione che evoca immagini, aspetto tipico di molte colonne sonore.
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